
Il presidente della Regione Francesco Acquaroli e quello dell’Ordine dei giornalisti Franco Elisei
di Alessandra Pierini
Un termovalorizzatore all’avanguardia nelle Marche sarà realizzato ed è una priorità. Lo ha chiarito questa mattina a Palazzo Raffaello Francesco Acquaroli, presidente della Regione, durante la conferenza stampa annuale promossa dall’Ordine dei giornalisti e delle giornaliste, affrontando la questione dei rifiuti che vede i siti marchigiani attivi di smaltimento a saturazione.
«Vogliamo concertare e confrontarci con le comunità attraverso dei criteri comuni. Poi vogliamo far comprendere a tutti che le tecnologie di cui parliamo sono avanzate. Per quale motivo regioni limitrofe a noi, evolute e a livello turistico, paesaggistico e ambientale hanno tre, cinque o dieci di questi impianti e noi non riusciamo a individuarne uno? La domanda è politica e culturale ma va abbandonata la prospettiva ideologica. I cittadini ci hanno conferito una maggioranza chiara e netta e quindi delle responsabilità. Occorrerà qualche mese, forse anche un anno o un anno e mezzo, per la definizione dell’area. Non ci corre dietro nessuno, ma non dobbiamo perdere tempo».
Sulle Sae nelle zone terremotate: «Vedremo di zona in zona ma non voglio che diventino un luogo di degrado abbandono né ricettacolo di insicurezza».
Riguardo il passaggio da 6 a 8 assessori in Giunta, conferma ufficiosa per l’ingresso dei maceratesi Silvia Luconi e Renzo Marinelli: «Queste figure godono da tempo della mia massima stima. Sui nomi decideremo al momento, penso che serviranno ancora tra i 4 e i 6 mesi. Un’azione necessaria perché dobbiamo dotarci degli strumenti minimi per affrontare al meglio ogni delega assegnata alla Regione».
L’incontro con i giornalisti e le giornaliste è stato aperto dal presidente dell’Ordine Franco Elisei che ha sottolineato i problemi della categoria (intelligenza artificiale, giusta retribuzione, minacce e intimidazioni continue, fake news e post verità da affrontare e ha chiesto il sostegno della Regione: «L’informazione è un bene pubblico, come hanno sottolineato di recente anche Papa Leone e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, serve una spinta per sottolinearne il valore».

Poi Acquaroli ha ripercorso obiettivi e azioni del suo secondo mandato, a partire dalla Zes («È una opportunità che ha bisogno comunque della nostra capacità di rimanere produttivi e in questo i dati sull’inversione di tendenza del numero di aziende che aprono, superiore a quelle che chiudono ci fa ben sperare. È in corso la discussione cin l’Europa per rivedere la Carta degli aiuti»), poi la programmazione 2028-34 per cui la Regione si sta già preparando, la volontà di rendere la regione sempre più attrattiva all’estero «anche per trattenere i nostri giovani», ancora la sanità («che abbiamo completamente rivisto e che ci chiede comunque una continua programmazione per adeguarci ai cambiamenti sociali a cui deve rispondere») e i rifiuti («Oggi è necessario mettere in campo una strategia più veloce possibile ma che dia certezze per i prossimi anni. A volte può essere necessario anche fare scelte impopolari ma non possiamo non dotarci delle strategie più avanzate, anche per garantire la sostenibilità»).
Il presidente ha poi annunciato l’incontro, la prossima settimana, con i vertici della Società Autostrade: «Parleremo dell’A14 e di una questione che si trascina da troppi anni. Sappiamo che i lavori sono un atto dovuto ma l’impatto dei cantieri nella quotidianità crea disagi, pericoli e danno economico. Vogliamo sapere i tempi ma anche condividere strategie per renderli meno impattanti».
Dopo aver ricordato l’importanza del porto di Ancona per l’intera regione e dell’Aereoporto delle Marche « per due anni consecutivi sopra i 600mila passeggeri. Dove ci sono voli c’è apertura anche per il settore turistico».
Dopo aver sottolineato l’importanza dei ritrovamenti a Fano della Basilica di Vitruvio, ha annunciato la Champions League di calcio a cinque che si terrà a Pesaro «e che vede le Marche ancora una volta al centro di un grande evento internazionale».
Non è mancato l’appoggio alla stampa e al suo compito: «Una stampa forte e libera aiuta le istituzioni a essere più forti e libere. La stampa dà un’informazione che è quella che tende a dare uno strumento del giudizio, ma non solo strumento del giudizio. L’informazione ci aiuta a crescere ci deve aiutare a maturare quella consapevolezza indispensabile per le sfide che ogni giorno dobbiamo affrontare».
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