Sanità: i sindacati denunciano il contrasto
tra propaganda e realtà lavorativa

ANCONA - Le sigle Fsi Usae, Csa e Fials intervengono duramente per denunciare quella che definiscono una «deriva pericolosa» che starebbe colpendo il personale medico, sanitario e amministrativo

Mentre i canali ufficiali celebrano i risultati delle prestazioni straordinarie erogate nel fine settimana per l’abbattimento delle liste d’attesa, le segreterie aziendali di Fsi Usae, Csa e Fials intervengono duramente per denunciare quella che definiscono una «deriva pericolosa» che starebbe colpendo il personale medico, sanitario e amministrativo dell’Ast Ancona.
Secondo i rappresentanti sindacali Stefano Brutti, Patrizia Ercoli e Fabrizio Ferrini, dietro i numeri entusiastici diffusi dalla Regione Marche si celerebbe una realtà segnata da inadempienze contrattuali e cronica carenza di organico, sottolineando come sia inaccettabile investire tempo e risorse in continui «spot» comunicativi mentre i lavoratori attendono ancora il riconoscimento di diritti fondamentali.
Le sigle pongono interrogativi urgenti sulla trasparenza dei fondi utilizzati per finanziare le attività del weekend, lamentando come la direzione generale non abbia informato le parti sociali sulla gestione di tali soldi pubblici, e denunciano che le risorse economiche stanziate già nel 2023 per le progressioni economiche di migliaia di dipendenti risulterebbero ancora bloccate nelle casse aziendali nonostante l’inflazione galoppante.

La nota sindacale punta poi il dito contro una sistematica paralisi amministrativa che colpirebbe le fasce più fragili, citando il blocco del part-time che, da misura temporanea nel 2023, si sarebbe protratto fino al 2026 con graduatorie del 2025 di cui si sarebbero perse le tracce, impedendo di fatto alle madri lavoratrici la conciliazione dei tempi di vita e lavoro.
A questo quadro si aggiungerebbe la mancata erogazione dei buoni pasto da agosto 2025, dovuta a un cambio delle regole che ridurrebbe la platea dei beneficiari, e il mancato adempimento dell’accordo sulla vestizione siglato a inizio 2025, che ad oggi resterebbe «lettera morta».
I sindacati concludono lanciando un severo monito alla direzione strategica e all’assessore alla Salute, avvertendo che, senza risposte immediate sulle condizioni di lavoro e sulla sicurezza legata al rischio aggressioni, «lo scontro sociale diventerà inevitabile per un sistema di relazioni sindacali ormai profondamente logorato».

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