Gara per l’affidamento del servizio
di Tpl, Uil Marche: «Cominciamo
a discutere delle clausole sociali»

ANCONA – Secondo la sigla sindacale la vicenda Conerobus conferma come il sistema del Tpl marchigiano «sia in una fase di forte criticità. Il 2026 è ormai iniziato e, allo stato attuale, non è ancora chiaro se, quando e con quali modalità verrà bandita la gara regionale»

Un mezzo della Conerobus

«Nel dibattito delle ultime settimane sul Trasporto pubblico locale nelle Marche si è parlato quasi esclusivamente di risorse economiche e dell’aumento dei corrispettivi, cosa giusta e importante vista la situazione marchigiana, ma inutile se non si affronta il nodo centrale su come la Regione Marche intenda gestire la gara per l’affidamento del servizio di Tpl regionale. Va ricordato, infatti, che in assenza di ulteriori proroghe nazionali, le gare dovranno essere bandite obbligatoriamente entro il 2026, e siamo già a circa metà febbraio.    Alcune regioni italiane che hanno già espletato le gare, per rispondere al meglio alla sfida di un appuntamento così complesso, hanno scelto ad esempio di dotarsi di un’Agenzia regionale del Tpl, una struttura tecnica altamente specializzata incaricata della gestione e dell’organizzazione puntuale del servizio. Per questo motivo, e per non essere colti impreparati, sarebbe necessario attrezzarsi al meglio cominciando ad affrontare con determinazione questa fase così complessa, magari cominciando ad avviare una fase interlocutoria insieme a sindacato e aziende». La questione è sollevata da  Uil Marche.

Secondo la sigla sindacale, proprio sul fronte delle aziende di trasporto, la limitata forza finanziaria rappresenta un’ulteriore criticità. «Le aziende pubbliche marchigiane potrebbero non essere nelle condizioni di affrontare la gara con la necessaria solidità e visione strategica, rischiando di essere penalizzate rispetto a operatori esterni, provenienti da altre regioni o addirittura da contesti non italiani.- mette in guardia A questo si aggiunge una storica penalizzazione delle Marche, che ricevono dallo Stato, attraverso il Fondo Nazionale Trasporti, meno risorse rispetto a tutte le altre regioni italiane, con evidenti ricadute negative sulla qualità e sulla sostenibilità del servizio».

La vicenda Conerobus , sottolinea Uil Marche, conferma come il sistema del Tpl marchigiano «sia in una fase di forte criticità.   Diventa innanzitutto indispensabile e non più rinviabile, cosa che già da parecchio tempo come Uil si sta chiedendo, avviare una revisione complessiva della rete del trasporto pubblico regionale, oggi non più adeguata alle esigenze dei cittadini e ferma a un modello risalente a oltre trent’anni fa. Una rete vecchia che tende più a rappresentare un sistema che spreca risorse piuttosto che essere un servizio efficace per la collettività, dove l’unica ricchezza sono i lavoratori del settore e gli utenti».

Ad oggi quindi, non solo non è stato avviato il confronto con la Regione Marche su questi temi più generali, «ma non si è ancora iniziato a discutere sulle clausole sociali, che per la Uil rappresentano un elemento imprescindibile: tutela dei livelli occupazionali, piena applicazione e rispetto del Ccnl del Trasporto Pubblico Locale, salvaguardia dei livelli retributivi e della contrattazione di secondo livello. Il 2026 è ormai iniziato e, allo stato attuale, non è ancora chiaro se, quando e con quali modalità verrà bandita la gara. È necessario ribadire che il trasporto pubblico locale è prima di tutto un servizio sociale al servizio dei cittadini e dei territori. Per questi motivi la Uil chiede con forza che il confronto con la Regione Marche venga avviato con urgenza, per garantire un sistema di Tpl efficiente, efficace, sostenibile e veramente al servizio della nostra comunità» conclude il comunicato.

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