Strage di Corinaldo, l’incontro a Roma.
Paolo Curi «lo Stato può ancora rimediare»

CORINALDO - I familiari delle vittime della Lanterna Azzurra verranno ricevuti il 27 febbraio alle 15. Un incontro che fa seguito alla lettera scritta a gennaio, dove chiedevano l’attenzione del Governo, che in sette anni non hanno mai avuto

L’ingresso della Lanterna Azzurra

di Sabrina Marinelli

E’ fissato per il 27 febbraio alle 15 l’incontro a Palazzo Chigi con i familiari delle vittime della Lanterna Azzurra. La premier Giorgia Meloni ha delegato Carlo Diodato, segretario generale della presidenza del Consiglio dei Ministri. Sarà lui a riceverli. «Al momento la presenza della Meloni non è prevista però, in base ai suoi impegni, potrebbe essere disponibile» spiega Fazio Fabini, che l’8 dicembre 2018 a Corinaldo ha perso la figlia Emma di soli 14 anni. Ne aveva, invece, 39 Eleonora Girolimini. Insieme al marito Paolo Curi aveva accompagnato la figlia Gemma. Voleva assistere all’esibizione di Sfera Ebbasta che non arrivò mai in quel deposito agricolo, autorizzato a svolgere attività di pubblico spettacolo. Nemmeno Eleonora è tornata a casa quella drammatica notte.

Paolo Curi

«Se ci sarà o no la Meloni all’incontro? Non è la singola persona che mi interessa più di tanto – interviene Paolo Curi -. Lo Stato, però, ha l’occasione di rimediare a questi sette anni in cui siamo stati lasciati soli. L’hanno visto tutti. Si fa sempre in tempo a prendere a cuore questa sensazione. Non pretendiamo niente di più di quello che ci aspetta, che dovrebbe essere la normalità: giustizia. Chiediamo che in Italia chi sbagli venga punito e lo dovrebbero voler tutti perché poi, come è successo a Crans-Montana, può accadere anche in altri posti. E succede proprio perché se chi deve (pagato da noi) controllare e rendere i posti sicuri, una volta che ha clamorosamente sbagliato e ci sono le prove schiaccianti, non viene punito poi altre persone non avranno timore nel farlo di nuovo. Ci saranno sempre dei gestori avidi che, per soldi, cercheranno il massimo profitto anche non seguendo sempre le regole. Sarebbe giusto punire chi ha sbagliato a livello di amministrazione per far sì che non riaccada». Alla Lanterna Azzurra persero la vita, oltre a Emma Fabini ed Eleonora Girolimini, anche Mattia Orlandi, Benedetta Vitali, Daniele Pongetti e Asia Nasoni. I loro familiari sono stati invitati il 27 febbraio a Palazzo Chigi. Un incontro che fa seguito alla lettera scritta a gennaio, dove chiedevano alla premier Meloni l’attenzione dello Stato, oggi vicino a chi ha perso i propri cari a Crans-Montana, che loro, però, non hanno mai avuto.

 

 

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