Tabelloni segnapunti che non funzionano, infiltrazioni d’acqua nell’impianto sportivo quando piove e poi temperature polari. I consiglieri di minoranza Francesco Rubini (Aic) e Carlo Maria Pesaresi (Diamoci del Noi) hanno presentato questa mattina in Consiglio comunale un’interrogazione urgente sulle gravi condizioni del PalaRossini di Ancona. A rispondere è stato il sindaco Daniele Silvetti. L’interrogazione nasce da una situazione ormai critica che coinvolge quella che è stata definita «la struttura sportiva più importante della città». Pesaresi ha denunciato una serie di malfunzionamenti presenti da tempo, culminati nell’impossibilità, martedì scorso, di disputare una partita di basket under19 importante a causa del guasto ai tabelloni, con conseguente sconfitta a tavolino per la squadra di casa. Ha evidenziato come i problemi non siano recenti ma si protraggano da mesi, nonostante le segnalazioni già effettuate. Tra le criticità segnalate figurano la mancanza di acqua calda nelle docce, infiltrazioni d’acqua durante le piogge, condizioni precarie di alcune palestre e perfino la presenza di ratti, con evidenti problemi igienico-sanitari.
Secondo Pesaresi, l’amministrazione, proprietaria dell’immobile, deve assumersi la responsabilità di intervenire con decisione. Rubini ha posto l’attenzione anche sul rapporto tra il Comune e il consorzio che gestisce il palazzetto, attualmente in liquidazione. Ha denunciato una gestione confusa e inefficace, con un soggetto responsabile difficilmente reperibile. Ha sottolineato il suo timore che ci sia il rischio concreto di un ulteriore deterioramento della struttura fino alla possibile chiusura.
Il sindaco Silvetti ha ricordato che il PalaRossini è sempre stato gestito da un consorzio, responsabile della manutenzione ordinaria. Ha spiegato che il Comune, negli ultimi dieci anni, ha comunque investito circa 75.000 euro l’anno per la manutenzione straordinaria e 105.000 euro per quella ordinaria, intervenendo per garantire la continuità delle attività sportive. Silvetti ha però ammesso che lo strumento del consorzio forse è già superato rispetto alle esigenze attuali. «È evidente che lo strumento del consorzio è inadeguato. Forse andava bene alla fine degli anni 90 del secolo scorso, ma non nel 2026.Una struttura del genere, richiesta costantemente da imprese private, perché quelle sono strutture che vanno messi a reddito come lo stadio come il palazzetto, non possono permettersi unna gestione consortile che tende teoricamente a far pareggiare le entrate e uscite. – ha detto – Ammesso che si riesca e mi sembra evidente che non ci riescano. C’è quindi una inadeguatezza dello strumento di concessione al consorzio. Chiedo scusa alle società che peraltro incontrerò nei prossimi giorni». Ha poi evidenziato episodi di cattiva gestione, come un allagamento causato da utenze lasciate aperte, e ha riconosciuto che la struttura necessita di investimenti importanti che peseranno sulle casse comunali «e degli anconetani».
Il sindaco ha ifine sottolineato che la situazione va affrontata con decisione, rivedendo i rapporti con il consorzio e pianificando interventi strutturali, anche se il palazzetto non ha beneficiato dei fondi Pnrr ricordando che si è preferito optare per la riqualificazione del PalaVeneto. «È chiaro che la situazione oggi va presa come il cosiddetto ‘toro per le corna’ – ha osservato Daniele Silvetti – sia nei rapporti con il consorzio o quello che rimane il consorzio, perché a quello che ho saputo ci sono stati i vari vicende in cui si sono avvicinati personali in cui c’è stata anche qualche frizione intera, e ovviamente anche una presa di posizione in termini di investimenti su una struttura che ovviamente non ha beneficiato di quella grande opportunità che sono stati i fondi Pnrr». Ha ammesso che probabilmente si sarebbe potuto intervenire prima, ma ha descritto lo stato attuale in sintesi come frutto «di criticità accumulate nel tempo». Nelle repliche, Pesaresi e Rubini hanno riconosciuto al sindaco la disponibilità al confronto («apprezziamo che lei ci mette sempre la faccia»), ma hanno ribadito le responsabilità politiche dell’amministrazione «in carica da quasi tre anni». Secondo loro, non sono state adottate misure sufficienti per interrompere la gestione problematica del consorzio e fermare il progressivo degrado del principale impianto sportivo cittadino.
(Redazione CA)
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