Continua a far discutere il dietrofront dell’Amministrazione comunale di Ancona sul senso unico istituito in via sperimentale in via Ranieri, con la rimodulazione della nuova viabilità dopo un confronto con i residenti. Questa mattina in aula le consigliere Susanna Dini (Pd) e Maria Grazia De Angelis (FdI) hanno interrogato il vice sindaco Giovanni Zinni su questa sperimentazione viabilistica «iniziata il 3 e conclusa il 4 di febbraio», come ha fatto osservare la capogruppo dem dai banchi d’opposizione. Dini ha evidenziato l’incongruenza tra le comunicazioni ufficiali, chiedendo chiarimenti sulle motivazioni tecniche alla base prima del senso unico e poi del divieto di accesso o di transito, domandando come anche la collega De Angelis su quali dati si siano fondate le decisioni dell’Amministrazione comunale.
Il vice sindaco Zinni è tornato a chiarire intanto che l’intervento nasce dalle richieste di un comitato di residenti che da anni segnalava criticità legate al traffico e alla sicurezza. Una situazione viabilistica che sarebbe peggiorata nel tempo. «Con lo sviluppo dei Piani regolatori di questa città, questa strada ha visto nel tempo la crescita esponenziale dell’Università, una grande realtà, bella, funzionante, efficiente sempre più popolata che però di fatto ha inciso sui flusssi di traffico.- ha detto – Si aggiunga anche che, seppur in piccole quantità, sono state fatte operazioni di edificazioni nel corso della storia del quartiere Monte d’Ago ed è anche sorto il bellissimo Polo studentesco. Insomma un contesto articolato che chiaramente si palesa in un aumento del traffico veicolare».
Secondo Zinni, l’aumento del traffico è problematico dal punto di vista urbanistico-ambientale e della sicurezza, anche perché l’area comprende spazi verdi e presenta una carreggiata stretta con limite di 30 km/h spesso non rispettato. Per questo si è tentato inizialmente il senso unico, per verificare la sostenibilità della strada con una sola corsia. Un senso unico che però ha creato disagi ai residenti delle zone limitrofe, costretti a percorsi più lunghi per rientrare nelle proprie abitazioni. «Per questo motivo si è deciso di sostituire rapidamente la misura con un divieto di accesso riservato ai residenti e autorizzati, con l’obiettivo di ridurre il traffico senza isolare completamente la zona» ha spiegato. Giovanni Zinni ha voluto puntualizzare inoltre più volte che si tratta di una sperimentazione. «Invito tutti alla pazienza al buon senso.- ha rimarcato – Invito i quartieri nuovi a pazientare. Ragioneremo se ci sono modi o casi specifici che necessitano di una viabilità più fluida ma l’asse attrezzato comunque resta un bene prezioso per andare verso la città o in altri quartieri, così come il trasporto pubblico locale che stiamo piano piano formando. In conclusione quello che abbiamo fatto è stato dare una piccola risposta ad una situazione molto circoscritta. Una sperimentazioni a basso costo perché due cartelli non provocano costi elevati. Faremo i controlli con la polizia locale proprio per monitorare anche gli effetti».
Affermazioni che non hanno convinto affatto la consigliera dem Dini, che ha definito questa gestione «improvvisata», perché una sperimentazione non può durare un solo giorno né cambiare indirizzo dopo poche ore, sottolineando, tra l’altro, la mancanza di confronto con i Ctp e con i cittadini coinvolti nel provvedimento. La consigliera di maggioranza De Angelis ha invece difeso l’operato dell’assessore, ricordando che via Ranieri «era originariamente una strada per residenti e che nel tempo è diventata una scorciatoia per altri quartieri». A suo giudizio pertanto la scelta di limitare l’accesso va sostenuta e anzi, a tutela dei residenti, meriterebbe che venissero svolti controlli rigorosi o misure dissuasive proprio per scoraggiare il traffico proveniente dai quartieri nuovi.
(Redazione CA)
Viabilità: senso unico sperimentale tra via Monte Dago e via Ranieri
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