La risposta al disagio giovanile? Lo sport.
Il campione Tamenghi raccolta i benefici

SENIGALLIA - L'istruttore di kickboxing: «Aiuta i ragazzi a credere in se stessi. Capiscono che possono essere rispettati anche senza seguire la massa, che beve o fuma per sentirsi grande. Quando un ragazzo ottiene un risultato o semplicemente si sente meglio fisicamente, capisce che può essere qualcuno grazie alla propria forza di volontà»

Maurizio Tamenghi

di Sabrina Marinelli

Maurizio Tamenghi, campione italiano di full contact e oggi istruttore di kickboxing. Non è solo sport, la sua è una palestra di vita, dove aiuta tanti giovani a crescere, credendo in se stessi e rispettando gli altri. La risposta sociale al disagio giovanile. Un antidoto contro il bullismo.

Molti vedono la kickboxing come uno sport violento: come sfatare questo pregiudizio?

«In strada si fa a botte in palestra no, sono due mondi opposti. In palestra insegniamo la disciplina e il rispetto. I miei amici più cari sono proprio le persone con cui mi sono allenato e che ho avuto come avversari da battere. Lo scontro sportivo ti unisce profondamente al tuo compagno perché richiede fiducia reciproca. L’avversario non è un nemico, ma qualcuno che ti aiuta a superare i tuoi limiti».

Lo sport è una valvola di sfogo?

«Certo. Immaginate un ragazzo che passa tutto il pomeriggio sul divano col cellulare o al bar senza uno scopo. Qui la rabbia o l’energia repressa vengono convogliate nel modo giusto. Quando finisci un allenamento sei stanco morto e torni a casa rilassato. Togliamo tempo alla noia e ai social per darlo al movimento e al gruppo. La palestra è come una famiglia dove ci si sente parte di qualcosa».

Salva anche dalle brutte compagnie?

«Di sicuro dalle cattive abitudini. Quando un ragazzo decide di fare una gara, capisce subito che se beve, se mangia male o se non dorme abbastanza poi perde. E non c’è niente di più brutto del perdere non perché l’altro è più bravo di te, ma perché senti di non aver dato tutto. È lo sport stesso che ti obbliga a volerti bene. Se hai il fegato appesantito o i polmoni chiusi, non ce la farai e non otterrai risultati».

Maurizio Tamenghi sul ring

La kickboxing come può incidere sul carattere?

«Ti mette a nudo. Non è come uno sport di gruppo dove, se sei stanco, c’è chi corre per te. Qui sei solo con la tua determinazione. Ho visto ragazzi che sembravano “duri” scoppiare a piangere dopo una vittoria. Emerge il vero carattere, l’umanità».

I genitori vi affidano i figli per evitare che prendano brutte strade?

«Si, lo sport li aiuta a credere in se stessi. Capiscono che possono essere rispettati anche senza seguire la massa, che beve o fuma per sentirsi grande. Quando un ragazzo ottiene un risultato o semplicemente si sente meglio fisicamente, capisce che può essere qualcuno grazie alla propria forza di volontà. È un benessere totale: fisico, mentale e sociale».

Lei è stato campione italiano di full contact e adesso allena il team Tamenghi, restare ai margini del ring dà soddisfazione?

«Si, domenica scorsa sono riuscito a portare i campionati regionali di kickboxing a Senigallia, in collaborazione con la Polisportiva Senigallia e il comitato regionale Marche. Sono molto contento e spero di farlo ogni anno. Da quando ho ripreso ad allenare, un anno e mezzo fa, dopo lo stop di cinque, sono riuscito a costruire qualcosa d’importante. Con il supporto costante della Polisportiva Senigallia, abbiamo aperto cinque sedi tra Senigallia, Corinaldo, Castelleone di Suasa, Serra de Conti e Cerreto d’Esi, affidando i corsi a maestri formati e validi, in grado di trasmettere i reali valori di questo sport e formare ragazzi e ragazze di tutte le età, dagli 8 anni ai 50 e oltre».

Maurizio Tamenghi durante un incontro

Uno sport per tutti insomma?

«Esatto, aiutiamo anche le ragazze ad acquisire maggiore coraggio e soprattutto a sapersi difendere in caso di necessità. Uno dei fattori che personalmente mi gratifica di più, oltre ai risultati sportivi, ottenuti, è, come dicevo, il fatto che i genitori ci affidino bambini e ragazzi/e, perché possiamo aiutarli nella loro vita quotidiana, aumentando la fiducia in se stessi, l’autostima, insegnando loro a gestire e superare l’ansia, ad allontanarli dalla noia, che può davvero essere dannosa e che, senza uno sfogo, come potrebbe essere la Kickboxing, può spesso portare a prendere strade non proprio educative».

Tornando ai risultati sportivi come sono andati i campionati regionali?

«Molto bene, il nostro team ha dominato la competizione conquistando quattro ori, sei argenti e un bronzo. Io personalmente alleno a Castelleone di Suasa e Serra de Conti dove, con il costante e fondamentale aiuto di Tiziano Luconi, e allievi storici come Simona Piersanti e Matteo Agostinelli, stiamo costruendo qualcosa di grandioso, con oltre 60 iscritti solo da noi e la dimostrazione sta nel fatto di riuscire a portare a questi campionati ben 15 allievi, cosa mai successa in tanti anni. Un ringraziamento particolare alla Polisportiva Senigallia e agli altri maestri e collaboratori Savio Tarsi, Pasquale Auriemma e Andrea Tozzi».

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