No al termovalorizzatore a Corinaldo. L’hanno ribadito i sindaci di Corinaldo e Castelleone di Suasa all’assessore regionale Tiziano Consoli, nel corso della sua visita presso la sede di Asa, l’azienda di servizi ambientali a partecipazione pubblica che si occupa della gestione del sito di smaltimento rifiuti.
Nell’occasione i primi cittadini hanno sottolineato che la storia del territorio conferma quanto sia stato fatto e dato nel corso degli anni.
«Una posizione giustificata e legittima» per l’assessore, nel prendere atto del “no” al solo prendere in considerazione la realizzazione di un termovalorizzatore nel territorio in prossimità della discarica.
Un impianto al centro delle riflessioni della Regione Marche nell’ambito dell’aggiornamento del piano regionale di gestione dei rifiuti, in vista degli obiettivi europei che prevedono di ridurre al 10 % il conferimento in discarica entro il 2035.
«E’ stato un incontro cordiale e costruttivo – spiega Gianni Aloisi, sindaco di Corinaldo -. L’assessore, oltre a mostrare sensibilità, ha ben chiaro cosa significhi stare sul campo, Il suo passato da sindaco con una discarica non poteva non venire fuori. Il “no” di Corinaldo e Castelleone di Suasa non è l’uscita dell’ultimo minuto, bensì una scelta che portiamo avanti da tempo. Per quel sito i piani sono altri, come la posa di un impianto fotovoltaico nell’area satura della discarica. Ciò a supporto della recente costituita Cer che vede Corinaldo quale socio e, proprio con quell’impianto, produttore di energia».
L’assessore Consoli, accompagnato dal consigliere regionale Chiara Biondi e dal vicesegretario provinciale di Forza Italia Cesare Morganti, ha visitato l’impianto. Ha incontrato anche il Cda, esprimendo apprezzamento per il polo impiantistico di San Vincenzo, indicato come un’eccellenza e un modello di riferimento per l’intera regione.
Quale ex sindaco di Maiolati Spontini, territorio sul quale insisteva un’altra importante discarica della provincia di Ancona, Tiziano Consoli ha mostrato particolare interesse e sensibilità alle posizioni espresse dai sindaci dei due comuni proprietari dell’area dove è situato l’impianto. Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il discorso di Macerata, che attualmente non è in grado di smaltire autonomamente i propri rifiuti, per scongiurare un eccessivo e prolungato nel tempo conferimento nella discarica di Corinaldo. Elemento da non poco conto, il significativo aumento di traffico della provinciale Corinaldese. Per tale motivo è stata ribadita la necessità di adeguare la principale arteria stradale, la Corinaldese: se da un lato il territorio si fa carico oggi dei rifiuti della provincia di Ancona e in larga parte anche di quelli della provincia di Macerata, dall’altro ritiene indispensabile che vi siano adeguati investimenti sul territorio da parte degli enti sovraordinati. In particolare è stata evidenziata l’urgenza di interventi sulla rete viaria, che necessita di manutenzione straordinaria e di essere adeguata all’aumento del traffico per evitare disagi ai cittadini ed alle attività economiche che insistono sul territorio.
«Macerata ha confermato anche per il 2026 una quantità pari a quella del 2025, di circa 30.000 tonnellate perché comunque una parte li porta ancora sul Pesarese – spiega Carlo Manfredi, sindaco di Castelleone di Suasa -. Per quanto riguarda il termovalorizzatore il no è dato da diversi fattori, uno che già comunque Castelleone e Corinaldo hanno dato molto in questi anni in merito ai rifiuti. Questa è una considerazione di carattere generale poi c’è anche un carico viario non indifferente sulla rete stradale non adeguata. Per la Corinaldese sono anni che si parla del raddoppio a quattro corsie ma in realtà non viene nemmeno mantenuta per come deve essere una strada normale. Il termovalorizzatore produce scorie per un 20% – aggiunge – e se consideriamo che brucerà circa 400.000 tonnellate di rifiuti significa che il 20% comunque dovrà essere portato in discarica, per cui avere comunque una discarica attiva è fondamentale. Altra cosa importante è che produce energia ma sulla collina di Corinaldo a chi serviamo energia? Andrebbe installato nei pressi di una grande area industriale o di una città in modo che l’energia prodotta possa essere riutilizzata».
sa. mar.
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