Sono tornate a votare insieme maggioranza e minoranza consiliare di Ancona dopo gi ultimi confronti muro contro muro, e l’hanno fatto per un tema che sta a cuore a tutti: la scuola. La V Commissione consiliare, presieduta da Silvia Fattorini, ha discusso e approvato ieri la mozione sulla ‘Rete scolastica solidale del libro’, presentata dal consigliere dem Edoardo Carboni. La proposta nasce dall’esigenza di affrontare il crescente costo dell’istruzione per le famiglie e di valutare strumenti integrativi di sostegno. Carboni ha spiegato che la mozione ha un duplice obiettivo: ridurre la spesa scolastica attraverso la raccolta, catalogazione e redistribuzione di libri usati in buono stato e promuovere una cultura di solidarietà e sostenibilità. Il progetto mira a coinvolgere studenti, famiglie, scuole e realtà del territorio, come associazioni di volontariato, per favorire concretamente il diritto allo studio.

Silvia fattorini (al centro) con accanto l’assessre Antonella Andreoli e il vice presidente di commissione
L’assessora Antonella Andreoli ha ricordato che esistono già contributi regionali destinati alle famiglie con Isee basso, con rimborsi differenziati per grado scolastico. Tuttavia questi aiuti riguardano solo le fasce economicamente più fragili, lasciando escluse molte famiglie che, pur non rientrando nei parametri, affrontano comunque difficoltà nel sostenere le spese scolastiche. Nel dibattito che ne è scaturito diversi consiglieri, da Massimo Mandarano (Gruppo Misto) e Mirella Giangiacomi (Pd) con Angelo Tomassetti (Pd) hanno sottolineano che il sistema basato sull’Isee crea una zona grigia: famiglie con redditi leggermente superiori alle soglie non ricevono sostegni pur avendo reali difficoltà economiche. La mozione intende intervenire proprio su questa fascia, offrendo una risposta integrativa e non sostitutiva degli strumenti già previsti.
Dai banchi di maggioranza è stata la consigliera Maria Grazia De Angelis (FdI) ad evidenziare che pratiche di scambio dei libri esistono già informalmente, soprattutto grazie a parrocchie, associazioni e relazioni tra famiglie. Ha espresso quindi perplessità sul coinvolgimento diretto del Comune, ritenendo che la gestione operativa debba restare alle singole scuole per evitare strutture centralizzate difficili da amministrare. Altri consiglieri, invece, tra i quali anche la consigliera Susanna Dini (Pd) hanno rammentato che il Comune avrebbe soprattutto un ruolo di promozione, coordinamento e informazione, senza un carico gestionale eccessivo.
Dopo la sospensione dei lavori chiesta dal consigliere Jacopo Toccaceli (FdI), la commissione ha concordato alcune modifiche puntuali al dispositivo della mozione, senza cambiarne l’impostazione generale. Le variazioni alcune tecniche al testo (ad esempio sostituire “prevedere” con “incentivare” e affidare maggiormente alle scuole l’individuazione degli spazi).riguardano soprattutto il ruolo del Comune che non impone l’iniziativa, ma la promuove e la sostiene su base volontaria.e la formulazione di alcuni passaggi, per renderli meno vincolanti e più orientati al coordinamento con le scuole. L’espressione “individuare d’intesa con le istituzioni scolastiche spazi idonei” è stata modificata in “sensibilizzare le istituzioni scolastiche affinché prevedano spazi idonei all’interno delle scuole”.È stata tolta la parte che prevedeva l’uso di strutture comunali per la raccolta, il deposito e la gestione dei libri. Ed è stato eliminato il passaggio che impegnava l’amministrazione a monitorare l’iniziativa su base annuale. Alla fine l’atto è stato licenziato con voto unanime.
(Redazione CA)
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati