Legge su Montagna: Cupramontana è fuori
Il sindaco: «Nessuna comunità resti esclusa»

INSIEME ai colleghi di Mergo e Staffolo e a quelli della provincia di Macerata, Enrico Giampieri sollecita un confronto istituzionale sulla questione. «La nuova classificazione rischia di generare esclusioni paradossali tra Comuni con caratteristiche analoghe, creando disparità che incidono concretamente su scuola, sanità, imprese, agevolazioni fiscali e strumenti di sviluppo locale»  

Una veduta di Cupramontana

La nuova Legge sulla Montagna rappresenta un passaggio strategico per il futuro dei territori montani e delle aree interne ma continua a far discutere per l’abbassamento dei limiti altilometrici lasciando fuori diversi Comuni. Il sindaco di Cupramontana, Enrico Giampeiri, come anche i colleghi di Mergo e Staffolo nella provincia di Ancona e a quelli della provincia di Macerata, sollecita sulla questione un confronto istituzionale. «Riportare questi temi al centro dell’agenda nazionale è una scelta che accogliamo con convinzione, perché riguarda sviluppo, coesione e tenuta sociale del Paese. Proprio per questo, però, i nuovi criteri di classificazione – anche dopo l’abbassamento del limite altimetrico a 350 metri – sollevano interrogativi importanti.- evidenzia Giampieri – La montagna non può essere ridotta a una soglia numerica. Non è solo altitudine: è distanza dai servizi, fragilità infrastrutturale, dissesto idrogeologico, spopolamento, invecchiamento della popolazione. Territori come Cupramontana, storicamente riconosciuti come parzialmente montani, vivono quotidianamente queste condizioni. La nuova classificazione rischia di generare esclusioni paradossali tra Comuni con caratteristiche analoghe, creando disparità che incidono concretamente su scuola, sanità, imprese, agevolazioni fiscali e strumenti di sviluppo locale».

Enrico Giampieri

Secondo il sindaco di Cupramontana, «essere riconosciuti come Comune montano non è un dato formale: significa poter mantenere plessi scolastici anche con numeri ridotti, sostenere le piccole imprese, garantire esenzioni fiscali, rafforzare i presidi sanitari e accedere alle misure fiscali e agli incentivi previsti dalla legge per contrastare lo spopolamento e attrarre investimenti. Per questo, insieme ai Sindaci di Sassocorvaro Auditore, Fermignano, Urbino, Montecalvo in Foglia, Petriano, Isola del Piano, Mergo, Fossombrone, Staffolo, Cingoli, Treia, Belforte del Chienti, Colmurano, Loro Piceno, Sant’Angelo in Pontano, Tolentino, Appignano del Tronto e Castignano, abbiamo sottoscritto una richiesta al Presidente della Regione Marche affinché si promuova un confronto istituzionale con il Governo prima dell’adozione definitiva dei provvedimenti e si rivedano i criteri alla luce della reale condizione dei territori. Non è una battaglia politica. È una richiesta di equità territoriale. Le nostre comunità hanno dimostrato resilienza, responsabilità e capacità di ripartenza, anche nei momenti più difficili. Meritano strumenti adeguati e criteri giusti. La montagna non chiede privilegi. Chiede pari dignità. E nessuna comunità deve restare indietro. Cupramontana inclusa».

 

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