Vecchio e malato, Volpe ha trovato casa.
Era stato “scaricato” in canile dai proprietari

SENIGALLIA - Le rinunce sono una piaga come spiega Francesca Libardi, presidente dell'associazione Cuori Pelosi, che gestisce la struttura comunale. «E’ difficilissimo riuscire a fare adozioni consapevoli perché molto spesso la gente si lancia come vede un cucciolo. Non si rende conto che un cane può vivere tantissimi anni e invecchiare, esattamente come invecchiamo noi, anche male»

Volpe nel box del canile

di Sabrina Marinelli

Mancava poco a Natale quando Volpe è stato portato in canile dai proprietari. L’hanno lasciato lì, perché non riuscivano più a prendersene cura. E’ un cane anziano, di 16 anni, cieco, con la piorrea e ha difficoltà a camminare. Era diventato un peso per quella famiglia che sentiva sua. Così le feste le ha trascorse in un freddo box, scaldato dalle coccole delle volontarie. Il Comune per lui ha autorizzato l’ingresso. E’ automatico quando si tratta di un animale abbandonato e accalappiato in giro per la città, ma se sono i privati a disfarsene serve il consenso. Purtroppo, sono sempre più frequenti questi casi. L’associazione Cuori Pelosi, che gestisce la struttura comunale, non sperava in un’adozione per Volpe. Non era facile trovare una nuova casa per lui, con tutti i suoi problemi. Invece è successo. 

Volpe con la sua nuova famiglia

E’ stata proprio una volontaria del canile, Stefania, ad aprirgli la porta di casa. L’ha adorato fin da subito anche se vecchietto, fragile e indifeso ma ancora in grado di sprigionare tanto amore. Ne ha parlato con il marito e la figlia, felici di accoglierlo. Volpe è andato a casa con la sua nuova famiglia, a cui poco importa se è anziano, se non ci vede e se dovrà accudirlo continuamente. L’associazione Cuori Pelosi ha voluto ringraziarla così: «oltre a mettere anima e corpo in quello che fa durante il turno, Stefania ha aperto le porte del suo cuore e della sua casa a Volpe, l’ultima rinuncia di proprietà arrivata in rifugio, Anziano, cieco, con la piorrea e problemi di deambulazione, non poteva passare il resto della sua vita in un box, e zia Stefi, che di cuore ne ha da vendere, ha deciso di dare a lui quello che gli è mancato nella sua vita: una famiglia e tutte le cure che merita. Buona vita nonnino. Grazie ancora a chi decide di dare un’altra chance a cani come Volpe, che non hanno avuto una vita facile da giovani e che vengono scaricati proprio quando hanno più bisogno di essere amati e curati. A breve il nostro amico dovrà subire un intervento agli occhi. Intanto si godrà il calduccio di una casa, le carezze che non ha mai ricevuto e le pappe cucinate da zia Stefi».

Volpe nella sua nuova casa

Le cessioni sono diventate una piaga, come spiega Francesca Libardi, presidente dell’associazione Cuori Pelosi. «Sono diminuiti gli abbandoni e aumentate le rinunce per via del microchip, perché se i cani non l’avessero molti proprietari non andrebbero in Comune a chiedere di prenderlo in canile, lo abbandonerebbero. Non rischiano perché se lo abbandoni in giro comunque lo trovano, te lo ridanno e ti fanno anche una multa. Va detto che il Comune di Senigallia viene molto incontro da questo punto di vista accogliendoli. E’ difficilissimo riuscire a fare adozioni consapevoli perché molto spesso la gente si lancia come vede un cucciolo. Non si rende conto che un cane può vivere tantissimi anni e invecchiare, esattamente come invecchiamo noi, anche male. Il canile è pieno di rinunce di proprietà, sono una nota dolente. Accadono perché magari le persone sono anziane e i figli non se ne vogliono occupare, quando il cane rientra comunque nell’eredità. E’ veramente doloroso, sono continue e non c’è rimedio. L’ultimo abbandono, invece, sono tre cucciole dei giorni scorsi altrimenti nemmeno ricordo quando è stato il precedente episodio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




X