Cuore e memoria:
la Croce Gialla rende omaggio
ai volontari scomparsi

FALCONARA - L’assessore Ilenia Orologio: «Questa targa ricorderà a tutti, soprattutto ai più giovani, che la nostra comunità si regge sulla passione e sulla dedizione di chi si mette al servizio degli altri»

(Croce Gialla Falconara – Archivio)

Anche al cimitero di Castelferretti saranno ricordati i soci della Croce Gialla di Falconara che non ci sono più. Nella seduta di oggi pomeriggio la Giunta ha espresso parere favorevole all’apposizione di una lapide commemorativa, proposta dalla Croce Gialla di Falconara che l’ha realizzata per ricordare quanti hanno contribuito, con il loro impegno, alla crescita dell’associazione di soccorso. L’iniziativa, che era stata illustrata anche al sindaco Stefania Signorini in occasione dei ‘lunedì del sindaco’, segue quella già realizzata al cimitero di via Castellaraccia, dove è stata collocata una lapide analoga. La nuova targa, che riporta il simbolo della Croce Gialla falconarese, la data di fondazione del 5 giugno 1984 e la dedica ai soci defunti, rappresenterà un segno permanente di memoria e riconoscenza verso tutti i volontari e sostenitori castelfrettesi scomparsi nel corso degli anni.

Tra i nomi che vengono alla mente, quelli dei soci fondatori residenti a Castelferretti, come Orvelio Giaccaglia, storico barbiere, che fu tra le colonne della Croce Gialla. Nel 1968, dopo che il padre morì in un incidente stradale, scelse di impegnarsi come volontario nel soccorso, diventando una presenza costante e affidabile all’interno dell’associazione. All’epoca la pubblica assistenza era una filiale di Ancona, ma da allora Orvelio non ha mai mancato un turno della domenica o della vigilia di Natale. Tra il 1983 e il 1984 partecipò alla stesura dello statuto e contribuì all’adeguamento della sede della nuova Croce Gialla di Falconara, dimostrando non solo spirito di servizio, ma anche senso di responsabilità nella fase di consolidamento organizzativo del sodalizio. Morì nel 2010. La sua figura è ricordata come esempio di generosità, attaccamento al territorio e dedizione al prossimo.

Un altro nome è quello di Remo Giambenedetti che, insieme alla moglie Edera Principi, ha rappresentato per decenni un punto di riferimento per la comunità di Castelferretti, conducendo per quasi quarant’anni il negozio ‘Magazzini Edera’. Accanto all’attività commerciale, si distinse per l’impegno nel sociale: con la moglie ideò la ‘Festa dei Fiori di Castelferretti’, iniziativa nata per raccogliere fondi a sostegno della Croce Gialla di Falconara. Anche lui, scomparso nel 2017, fu tra i padri dell’associazione. L’anno scorso la 30esima edizione della ‘Festa dei fiori’ fu organizzata in sua memoria per raccogliere fondi per l’acquisto di un nuovo mezzo.

L’assessore Ilenia Orologio

Tra i fondatori di Castelferretti va ricordato inoltre Fernando Giambartolomei, volontario anche dell’Unitalsi, scomparso nel 2016, testimonianza di un impegno che andava oltre i confini di una singola associazione e che metteva al centro il servizio alle persone più fragili. Con l’approvazione odierna, l’amministrazione comunale conferma il valore della memoria come patrimonio collettivo. La lapide non sarà soltanto un segno di ricordo, ma un simbolo dei principi di solidarietà, volontariato e senso di comunità che hanno animato la nascita e la crescita della Croce Gialla a Castelferretti. Un gesto semplice ma significativo, che rende omaggio a tutte le donne e gli uomini che, nel tempo, hanno donato parte della propria vita al servizio degli altri.

«I fondatori della Croce Gialla hanno avuto la lungimiranza e il coraggio di gettare le basi per un presidio di solidarietà indispensabile – è il commento dell’assessore ai Servizi sociali Ilenia Orologio –. Il loro sogno ha dato vita a una realtà che, da oltre quarant’anni, rappresenta un pilastro insostituibile nel sistema di welfare falconarese, al fianco delle istituzioni, dei malati e dei più fragili. Rendere omaggio a chi si è impegnato in questo percorso significa onorare i volontari che, generazione dopo generazione, hanno indossato la divisa arancione, garantendo sicurezza e soccorso. La Croce Gialla è sinonimo di ‘cuore’ e concretezza, e questa targa ricorderà a tutti, soprattutto ai più giovani, che la nostra comunità si regge sulla passione e sulla dedizione di chi si mette al servizio degli altri».

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