Sopralluogo sul Misa a Bettolelle.
Consegnate alla Regione le vasche

SENIGALLIA - La prima è stata ultimata a settembre 2024, la seconda a dicembre 2025. Chiuso il cantiere. Se ne parla dagli anni Ottanta, ora sono realtà

La conferenza stampa di stamattina

di Sabrina Marinelli

Consegnate ieri alla Regione le due vasche d’espansione di Bettolelle dopo quarant’anni di attese.
La prima è stata ultimata a settembre 2024 mentre la seconda, che ne costituisce un’ampliamento, a dicembre 2025.
Stamattina presso la sala consiliare del Comune di Senigallia, nel corso di una conferenza stampa, la Regione Marche ha quindi preso in consegna dalla ditta che le ha realizzate le opere idrauliche e la loro gestione.

Il sindaco Massimo Olivetti, l’assessore regionale Tiziano  Consoli e l’ingegnere Stefano Stefoni

«La realizzazione delle due vasche di espansione a Bettolelle costituisce una risposta concreta e strutturale al fenomeno alluvionale – ha spiegato Tiziano Consoli, assessore regionale alla Protezione civile -. Si tratta di un intervento da circa 4 milioni di euro, inserito in un investimento complessivo di circa 8 milioni, pensato per garantire la sicurezza dei cittadini della Valle del Misa e, in particolare, di Senigallia per i prossimi 200 anni. Oltre alle vasche di espansione di Bettolelle, si sta proseguendo lungo il Misa con ulteriori lavori, in particolare nell’area di Ponte Lucerta, dove sono previste altre casse di espansione. L’obiettivo è mettere in sicurezza in modo strutturale l’intero tratto fluviale».

Il sopralluogo a Bettolelle

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Massimo Olivetti: «dagli anni Ottanta sento parlare delle vasche di espansione: oggi vederle concluse è un grande risultato e un buon viatico per il resto delle operazioni. Oggi i territori sono più sicuri e mi auguro che nel breve tempo anche gli altri interventi possano essere portati a compimento. C’è grande fiducia nei confronti dell’amministrazione regionale e sono certo che gli impegni verranno mantenuti. Non essendo più un cantiere, le soglie di livello poste sotto il ponte di Bettolelle verranno innalzate. E’ importante, perché finora eravamo in zona rossa anche in situazioni in cui a valle non c’erano particolari rischi. È fondamentale che il fiume sia in sicurezza per l’intera comunità».
Promosse dal settore Genio Civile Marche Nord della Regione, le casse d’espansione rappresentano un’opera strategica per la mitigazione del rischio idraulico del bacino del Misa. A illustrarne gli aspetti tecnici è stato il dirigente Stefano Stefoni. Ha ricordato come, nel corso dell’esecuzione, è stato necessario affrontare eventi straordinari, tra cui le alluvioni del 2022 e del 2024 e una modifica contrattuale per l’adeguamento delle opere alle mutate condizioni morfologiche.

Il sopralluogo nelle vasche d’espansione

L’ideazione dell’opera risale ai primi anni Ottanta. E’ stata poi inserita tra gli interventi previsti dall’Assetto di progetto del fiume Misa, adottato nel 2016. L’iter è stato lungo e complesso. I lavori sono partiti nell’aprile 2022, per una durata iniziale prevista di 540 giorni e un importo di circa 6 milioni di euro. L’alluvione del 15 settembre 2022 ha causato danni alle opere in corso e ritardi nei tempi di realizzazione. Successivamente sono state reperite ulteriori risorse pari a 975 mila euro per completare l’intervento.
Nel luglio 2024 è stata approvata una modifica contrattuale che ha inserito il secondo stralcio nell’appalto, consentendo di arrivare all’ultimazione dell’opera, oggi ufficialmente consegnata.

L’assessore regionale e il sindaco di Senigallia

«Portiamo ancora le ferite di un’alluvione drammatica, che ha segnato profondamente la comunità e causato anche vittime: a quelle famiglie va la nostra vicinanza – ha aggiunto l’assessore Consoli -. Proprio per questo, si tratta di interventi ancora più significativi. Parallelamente stiamo intervenendo anche in altri punti delle Marche, dal fiume Foglia alla foce del Cesano e in tante altre aree sensibili. La protezione dei reticolati idrici regionali è una priorità: lavoriamo sia per difendere la costa, sia per tutelare l’entroterra, attraverso il rafforzamento e il rifacimento degli argini e delle infrastrutture idrauliche minori. La sicurezza del territorio è una responsabilità che richiede visione, continuità e investimenti concreti. Stiamo costruendo una risposta strutturale e duratura per proteggere le nostre comunità».

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