“Lo chiamava rock & roll”,
il film marchigiano che rompe gli schemi

CINEMA - Dal 9 aprile nelle Marche e dal 16 in tutta Italia la pellicola di Saverio Smeriglio. Per la prima volta un film esce in un’unica versione sottotitolata

La presentazione del film

Arriva nelle sale “Lo chiamava rock & roll”, il film del regista anconetano Saverio Smeriglio girato tra Ancona e Cupra Marittima. L’appuntamento con la prima cittadina è fissato per giovedì 9 aprile alle ore 20 al Cinema Goldoni, con il cast in sala. L’anteprima nazionale si terrà invece l’8 aprile a Grottammare.

Prodotto da Imago Animae con la coproduzione di Amaranta e Frame 24, il film sarà nelle sale marchigiane dal 9 aprile e poi distribuito in tutta Italia dal 16 aprile da Medusa Film, che ha scelto questa produzione nel suo trentesimo anniversario.

Si tratta di un progetto che va oltre il cinema tradizionale: per la prima volta in Italia una pellicola viene distribuita in un’unica versione completamente sottotitolata, con l’obiettivo di garantire un accesso più ampio e inclusivo al pubblico.

Nel cast figurano nomi noti come Andrea Montovoli, Nicola Nocella e Ivana Lotito, insieme a Federico Richard Villa, protagonista del film e ispiratore della storia, affetto da una malattia neurodegenerativa. Completano il cast Caterina Silva e Isabel Russinova, oltre a numerosi attori, molti dei quali marchigiani.

Ma tra i protagonisti ci sono anche i luoghi. Il film è infatti un omaggio al territorio: da Ancona — con scenari come la Mole Vanvitelliana, piazza del Plebiscito e Portonovo — fino a Cupra Marittima, passando per altri scorci delle Marche come Montemonaco, Foce e il lago di Gerosa. Ispirato a una storia vera, il film racconta un viaggio alla ricerca di sé e della libertà, accompagnato da una colonna sonora originale firmata da Stefano Smeriglio, arricchita anche da un brano di Mango e da una reinterpretazione di Elvis Presley.

«Saverio Smeriglio ha scelto di investire su questo territorio con una produzione importante e ambiziosa, sostenuta da Medusa, che porterà Ancona e le Marche in tutta Italia – afferma il sindaco Daniele Silvetti –. Il valore del progetto sta nel racconto di amicizia e nel mettere al centro persone e luoghi. È un tassello che rafforza il percorso di una città sempre più viva anche dal punto di vista cinematografico, in cammino verso Capitale italiana della Cultura 2028».

Soddisfazione anche da parte del regista: «Non abbiamo mai smesso di crederci e sta succedendo davvero. Siamo fieri del nostro coraggio e della nostra tenacia. Grazie ai Comuni di Ancona e Cupra Marittima e a tutti i soggetti che hanno sostenuto il progetto». Sul valore inclusivo dell’opera interviene Andrea Agostini, presidente di Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission: «La scelta della versione sottotitolata è un gesto concreto che abbatte barriere. È un film che mette al centro la disabilità non come limite, ma come dimensione della vita, contribuendo a costruire una cultura più aperta e inclusiva».

Il film ha già ottenuto importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il primo premio al San Francisco International Film Festival, una menzione a Houston ed è stato selezionato in rassegne come lo St. Louis International Film Festival e il Barcellona International Film Festival. Dopo l’uscita, sono previste numerose proiezioni con il cast nelle Marche e in altre regioni, per accompagnare il pubblico in questo viaggio tra cinema, territorio e inclusione.

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