
Giovanni Cavezza (Cisl)
Assemblea online della sanità privata con oltre 120 collegamenti e 160 lavoratrici e lavoratori delle Marche, in vista dello sciopero nazionale del 17 aprile a Roma, in piazza Apostoli, proclamato da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl. All’assemblea hanno preso parte Barbara Francavilla, segretaria nazionale Fp Cgil, Ciro Chietti, segretario nazionale Uil Fpl e Antonio Cuozzo, coordinatore nazionale sanità privata Cisl Fp.
Presenti inoltre i segretari generali regionali, Matteo Pintucci (Fp Cgil Marche), Giovanni Cavezza (Cisl Fp Marche), Marcello Evangelista (Uil Fpl Marche) e i Coordinatori regionali della sanità privata delle sigle sindacali regionali.
L’assemblea ha rappresentato un momento di confronto volto a mettere a conoscenza tutti i lavoratori delle motivazioni dello sciopero e dei contenuti della piattaforma rivendicativa. Al centro della mobilitazione vi è il mancato rinnovo dei contratti collettivi nazionali, fermi da oltre 13 anni per il comparto Aris Rsa/Cdr, 8 anni per il comparto Aiop/Aris sanità privata. «Una situazione non più sostenibile – l’allarme dei sindacati -, del tutto inadeguata rispetto all’andamento dell’inflazione e all’aumento del costo della vita, che ha determinato una significativa perdita del potere d’acquisto e un progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro».
Nelle Marche il comparto della sanità privata accreditata impiega circa 6.000 lavoratori, mentre a livello nazionale sono circa 300mila le lavoratrici e i lavoratori coinvolti, «che continuano a svolgere le stesse funzioni e a esprimere le stesse competenze dei colleghi del settore pubblico – sottolineano i sindacati -, percependo però salari più bassi e godendo di minori diritti. Una disparità di trattamento non più accettabile. Il mancato rinnovo contrattuale sta già producendo effetti concreti e preoccupanti: difficoltà nel reperimento e nella permanenza del personale, crescente mobilità verso altri settori, rischio di impoverimento professionale e di tenuta complessiva delle strutture. In diversi casi, alcune realtà hanno introdotto autonomamente misure economiche per trattenere i lavoratori, a dimostrazione del fatto che le risorse esistono ma non vengono tradotte in un rinnovo contrattuale strutturale e uniforme».
Nel corso dell’assemblea, le organizzazioni sindacali hanno ribadito con forza «la necessità di una presa di responsabilità istituzionale: sebbene il rinnovo contrattuale sia materia nazionale, è imprescindibile un ruolo attivo della Regione, anche attraverso il vincolo tra accreditamento e applicazione dei Ccnl, per garantire parità di trattamento tra sanità pubblica e privata». È stata inoltre evidenziata la necessità «di arrivare a un sistema in cui il rinnovo dei contratti della sanità privata sia coerente e allineato a quello del settore pubblico, riconoscendo il lavoro di cura come servizio essenziale per la collettività e sottraendolo a logiche discrezionali. È emersa con chiarezza la necessità che gli organismi istituzionali regionali operino in ascolto delle posizioni sindacali, per giungere a una soluzione condivisa che garantisca condizioni di lavoro dignitose e una sanità privata realmente integrata e complementare al servizio pubblico».
Le organizzazioni sindacali «invitano e sollecitano tutte le lavoratrici e i lavoratori a partecipare attivamente allo sciopero nazionale del 17 aprile a Roma, per sostenere con forza il rinnovo dei contratti e il riconoscimento dei diritti».
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