Misa e Nevola: a 4 anni dalla tragedia
la lettera aperta del Comitato
per chiedere sicurezza
Il Comitato 15 Settembre – Alluvione Valli del Misa e Nevola ha inviato una lettera aperta per ricordare, in occasione del quarto anniversario di domani, che la sicurezza non può attendere.
E’ stata indirizzata alla Regione, sia al presidente che ai consiglieri, alla struttura commissariale, alla Provincia e a tutti i sindaci.
L’attenzione si concentra prima di tutto sul rifacimento del ponte di Pianello, che verrà realizzato con tredici vele, in memoria delle vittime. «Il precedente ponte a tre arcate, insieme all’incuria e alla mancata manutenzione costante del territorio e delle infrastrutture, ha rappresentato, a nostro avviso, una concausa di parte della tragedia del 15 settembre 2022 – precisa il Comitato -. Rinnoviamo pertanto la richiesta, già avanzata dal Comitato il 1° dicembre 2022 all’Amministrazione comunale di Ostra, affinché il nuovo ponte di Pianello venga intitolato “Ponte Vittime dell’Alluvione”, quale segno permanente della memoria delle persone che persero la vita quella notte. Ma, accanto alla memoria, vi è oggi un problema concreto».
Per evitare l’isolamento della frazione e i disagi durante il cantiere, il Comitato chiede un ponte pedonale e ciclabile, il rapido completamento del ponte del Ghiretto, il mantenimento dell’ufficio postale e il potenziamento dei trasporti pubblici.
Sollecita poi un sistema unificato e permanente di manutenzione e monitoraggio dei fiumi: «Le grandi opere e la manutenzione devono procedere insieme». Dice per poi chiedere anche allarmi tempestivi con un sistema integrato e un coordinamento tra i nove Comuni perchè «i fiumi non conoscono i confini amministrativi. Ciò che accade a monte ha conseguenze sui territori a valle».
Infine, ricorda, tra i vari aspetti contenuti nella lettera, che «ricostruire non significa semplicemente ripristinare ciò che esisteva prima dell’alluvione. Ogni intervento dovrebbe eliminare le criticità preesistenti e aumentare il livello di sicurezza. Il 15 settembre 2022 ci ha insegnato, nel modo più drammatico possibile, che non basta intervenire dopo una tragedia. La vera prevenzione consiste nel fare oggi ciò che può evitare la prossima».
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