
Lo sperone visto da Pontechiaradovo

il sindaco Giuseppe Medardoni
di Sara Bonfili
Sono 390 mila euro. Il costo necessario per far detonare lo sperone di Genga, che sarebbe stato reso instabile dal terremoto del 2016, in modo “controllato”. E’ di oggi l’ufficialità tramite delibera di Giunta. Nella vecchia delibera di Consiglio di fine novembre 2017 per la “Messa in sicurezza sperone roccioso in loc. Pontechiaradovo” si calcolavano 350 mila euro. Tanto che era stata necessaria una variazione “del programma triennale delle Opere Pubbliche 2017/2019”, prevista per lavori stimati di oltre 100mila euro. Abbiamo incontrato il sindaco Giuseppe Medardoni, ieri sera, che ci aveva anticipato la cifra, e ci ha assicurato che questa scelta è preferibile all’imbracatura, che “costerebbe il triplo esatto” rispetto alla demolizione. Migliore, secondo il sindaco, in termini di costi, sicurezza – poiché per l’imbracatura gli operai “dovrebbero essere messi a rischio maggiormente che con l’altro metodo, dovrebbero installare una prima imbracatura per poter lavorare in sicurezza all’imbracatura definitiva – e per tempi, poiché “la procedura sarebbe più lenta, con una maggiore possibilità di rischio per tutti.” L’ultima decisione è della Conferenza dei servizi svoltasi in Prefettura, ad Ancona il 23 gennaio, in cui, l’assemblea ribadendo “l’imminenza del pericolo”, all’unanimità ha votato la decisione della demolizione controllata. L’approvazione del progetto esecutivo per la messa in sicurezza del “masso pericolante” arriva il 17 febbraio, con la delibera pubblicata oggi nell’Albo pretorio, in cui si leggono i dettagli dei costi: 390 mila euro.
Nella più recente conferenza dei servizi erano “presenti” – si legge – “i rappresentanti, con potere decisionale, del parco Naturale Gola della Rossa e Frasassi e della Soprintendenza ai Beni architettonici ed ambientali di Ancona” e quindi “è considerato acquisito il loro pieno assenso all’intervento”. I 390 mila euro del capitolo “Messa in sicurezza sperone roccioso in località Pontechiaradovo” del bilancio 2018-2020 sono relativi all’esercizio 2018, e sono “già previsti nel programma annuale delle opere pubbliche 2018-2020”, si legge. Il progetto preliminare, definitivo ed esecutivo è redatto dalla Ecogeo Engineering di Trevi.
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