“Un grazie ai ragazzi e alle ragazze che nel 1945 hanno messo in gioco valori e la loro stessa vita per consentire a noi oggi di avere questa bella giornata, per ricostruire una civiltà nuova”. Il discorso commosso del sindaco Valeria Mancinelli segna il 73esimo anniversario dalla Liberazione d’Italia dal nazifascismo, davanti ad una folla di un paio di centinaia di persone accorse per celebrare il 25 aprile. Rispettato il programma, in mattinata la deposizione di corone al Monumento ai Caduti, il picchetto interforze passato in rassegna dal prefetto Antonio D’Acunto e dal comandante delle scuole della Marina Militare, l’ammiraglio Alberto Bianchi. Presenti le autorità civili e militari e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e di armi. Assenti per la prima volta dalla cerimonia del capoluogo i rappresentanti del Parlamento, deputati e senatori infatti sono stati espressi dalle altre città della provincia. Assenti anche i candidati sindaco Stefano Tombolini (civiche e centrodestra) e Daniela Diomedi (M5S, ufficialmente ancora in attesa della certificazione del Movimento). Presente invece il candidato sindaco di Altra Idea di Città Francesco Rubini, alla testa di uno spezzone del corteo antifascista. In corteo anche l’Ambasciata dei Diritti, che ha sfilato dietro uno striscione a sostegno della lotta indipendentista curda, in particolare nella città di Afrin in Siria.
Dopo la lettura dei messaggi del ministro Pinotti e della preghiera per i caduti, la sfilata del corteo lungo viale della Vittoria fino a piazza Cavour, dove si sono tenuti i discorsi del sindaco Mancinelli, della rappresentante dell’Anpi Tamara Ferretti e del presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo. “Non basta gridare qualche slogan, bisogna predicare e praticare – ha affermato il sindaco Mancinelli -. La democrazia è valore condiviso da milioni di persone solo se dà risposte ai bisogni, ogni giorno”. Ferretti ha allargato lo sguardo a livello internazionale. “Anche oggi siamo qui come una grande collettività antifascista per ripetere mai più fascismi. Il fascismo non è folklore e goliardia, è ingiustizia e violenza che trova nelle disuguaglianze il suo brodo di cultura” ha sottolineato Ferretti, ricordando la battaglia portata avanti da 23 sigle per chiedere lo scioglimento di formazioni neo fasciste come Forza Nuova e Casa Pound, concludendo infine il suo intervento a sostegno della pace e della libertà per il popolo palestinese, curdo, siriano e turco. Il presidente dell’assemblea regionale Mastrovincenzo ha voluto ricordare la figura del partigiano Gino Tommasi, a cui è stata intitolata una pietra di inciampo lo scorso gennaio durante i giorni della memoria. “Attenzione – ha concluso – al ritorno di fascismi, razismi e chiusure, che vediamo riemergere nei confronti degli immigrati. E’ una lotta fra poveri, frutto di populismo e contraria al senso della Liberazione” ha concluso Mastrovincenzo.
(foto e video Giusy Marinelli)
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