Altro punto a favore del Comune nella battaglia legale lunga 24 anni con l’ex patron della Adriatica Costruzioni Edoardo Longarini. La Corte di Appello ha accolto la richiesta di Palazzo del Popolo, assistito dall’avvocato Mauruzio Boscarato: restano vincolati fino a sentenza definitiva altri 12 milioni di euro in titoli di Stato di proprietà di Longarini. La cifra totale di circa 23 milioni di euro era stata posta sotto sequestro in via cautelativa già dal 2001 sul conto della tesoreria del Comune, a garanzia del risarcimento chiesto per i danni subiti dalle incompiute del concessionario del piano di ricostruzione. Il risarcimento di 8 milioni stabilito dal giudice Pierfilippo Mazzagreco con sentenza di primo grado è già stato liquidato sul conto del Comune (e in parte è già impegnato per i lavori pubblici) lo scorso 6 giugno. Il Comune però non si è fermato qui. Davanti alla possibilità di vedere riconosciuti appena 200 mila euro di interessi, a fronte del risarcimento stellare di 366 milioni chiesto nel 1995, il Comune ha presentato ricorso alla Corte di Appello per chiedere una nuova valutazione del danno. Allo stesso tempo, Longarini ha chiesto il dissequestro dei titoli di Stato ancora vincolati sul conto della tesoreria del Comune. I giudici per ora hanno dato ragione a Palazzo del Popolo: il tesoretto resta congelato fino a sentenza definitiva. Una decisione che continua a far sperare il Comune per una possibile rivalutazione al rialzo del risarcimento danni dovuto dall’ex patron, perché con il dissequestro sarebbe stato ancora più complicato tornare a battere cassa nei confronti di Longarini.
Causa Longarini: incassati 8 milioni, ma ora il Comune vuole di più
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