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Anniversario della Battaglia,
la visita del prefetto Tronca

CASTELFIDARDO - La visita del commissario dell'’Istituto di storia del Risorgimento Italiano alla città di Castelfidardo è poi proseguita in forma privata in altri siti identificativi l’Unità d’Italia.
lunedì 18 settembre 2017 - Ore 19:25
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Il prefetto in visita a Castelfidardo per l’anniversario della battaglia

«In questo luogo rendiamo onore alla storia, la grande madre che ci ha consegnato la libertà, la pace, la Repubblica e che in ogni istante ci aiuta a percepire il motivo per cui siamo italiani. Il rispetto della storia e della legalità sono i binari su cui viaggiare per mantenere gli occhi puliti e non negoziare mai i valori. La democrazia non ha confini elastici ma ben saldi e piantati nei paletti irremovibili dettati dalla Carta Costituzionale». Così il Prefetto Francesco Paolo Tronca, commissario dell’Istituto di storia del Risorgimento Italiano, ha salutato le scolaresche, le autorità civili, religiose e militari presenti al Sacrario Ossario nel 157° anniversario della Battaglia di Castelfidardo. Una testimonianza semplice e forte di un uomo che ha dedicato la sua vita al servizio dello Stato, degli ideali e dell’uomo.  La cerimonia ha avuto il suo momento culminante nella deposizione delle corone d’alloro nel Monumento che raccoglie le spoglie di vinti e vincitori (ricordati da un bersagliere e uno zuavo in costume d’epoca) in un mirabile esempio di fratellanza e unione fra i popoli.

A garantire la memoria futura, le delegazioni dei tre Istituti Comprensivi cittadini che hanno intonato l’inno di Mameli e quello delle Marche. Il sindaco Roberto Ascani, nel rammentare la crucialità dell’evento bellico che ebbe il merito di unire i territori del nord e del sud, ha espresso l’orgoglio di ospitare l’unico Museo del Risorgimento attivo nelle Marche e l’importanza di battersi per la valorizzazione dei luoghi della memoria alla vigilia dell’anno europeo della cultura. Aspetto condiviso dall’assessore regionale Moreno Pieroni che ha alzato l’asticella lanciando l’obiettivo di inserire la Selva con il suo dna storico ed ambientale, nel patrimonio mondiale dell’Unesco. A portare il saluto della Prefettura di Ancona, il capo di gabinetto Simona Calcagnini.

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