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Torna a segnare l’ora giusta
il Palazzo dell’Orologio in piazza Roma

ANCONA – Lancette rimesse in moto dal Comune con una spesa di 1.200 euro. Ma dopo il report di Cronache Ancona e del free press Urlo, il bilancio dei segna-tempo pubblici fuori uso resta negativo, e si “arricchisce” di quello del parcheggio di via Scosciacavalli. L’assessore Foresi: “Ripareremo quello del Mercato delle Erbe, li monitoreremo tutti”. Ma frena su tempi: “Pochi soldi in bilancio”
lunedì 2 ottobre 2017 - Ore 13:48
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Il quadrante del Palazzo dell’Orologio in piazza Roma

di Giampaolo Milzi

Il Palazzo dell’Orologio di piazza Roma è tornato ad essere tale. Dal pomeriggio di venerdì scorso infatti le lancette di uno dei “segnatempo” pubblici più noti ad Ancona – quello incastonato in una bella scultura a forma di doppia cornucopia rovesciata, in cima all’elegante edificio che si affaccia sulla Fontana dei Cavalli – sono tornate a girare alla perfezione.
C’è chi crede alle coincidenze, chi no. C’è chi pensa che si tratti di una questione di karma. Fatto sta che dopo l’articolo pubblicato prima su Cronache Ancona, poi sul mensile “free press” Urlo, l’Amministrazione comunale ha fatto il suo dovere. Merito dell’assessore alle Manutenzioni Stefano Foresi e del suo “pool tecnico”: 1200 euro di spesa, per l’incarico riparatorio a una ditta privata, e il gioco è fatto. Un gioco importante, vista la valenza storica dell’opera in questione, originariamente sistemata sulla torre d’ingresso del Cantiere Navale al porto.
Gli articoli giornalistici di monitoraggio citati denunciavano come pareva che “il tempo ad Ancona si fosse fermato”, anche e soprattutto perché su 17 orologi pubblici presenti in città ben 11 risultavano ko. Per il lungo “tilt” dell’orologio dell’omonimo palazzo di piazza Roma – l’edificio era stato costruito subito dopo il 1864, anno in cui fu demolita la trecentesca Porta Calamo per consentire l’espansione della città verso l’area dove sarebbe poi stata realizzata piazza Cavour – erano arrivate anche segnalazioni da parte di cittadini. Così come per altri orologi. Ma la Svizzera è ancora molto, molto lontana. Nel senso che per gli altri 10 orologi di competenza del Comune bloccati (tra antichi e moderni, in posizione urbanistica più o meno centrale o nelle frazioni), c’è sì la promessa “di un sicuro impegno per rimetterli in moto” da parte dell’assessore Foresi. Ma sui tempi previsti perché tornino a segnare in modo corretto lo scorrere del tempo (il gioco di parole ci sta tutto), Foresi non si sbilancia: “Per questioni di bilancio non sono una priorità”, afferma con sincerità. Salvo per il bellissimo orologio collocato subito sopra l’ingresso della magnifica struttura in lamiere battute del Mercato delle Erbe in corso Mazzini, sorta negli anni ’20. “Un caso urgente – ammette l’assessore – ordinerò un sopralluogo del personale dell’ufficio Manutenzioni”.

L’orologio di via Scosciacavalli

Tuttavia, per l’orologio di piazza Roma che riprende a fare il suo dovere, eccone un altro che si aggiunge alla lista nera: quello, tra i più “giovani”, del parcheggio di via Scosciacavalli; che ci era sfuggito, è stato un lettore a lanciare l’sos, a farci sapere che è fermo pure quello da un pezzo. Quindi se prima il bilancio era di 11 orologi pubblici fuori uso su 17, ora è di 11 di su 18. Foresi: “Conferirò presto al geometra del Comune, Roberto Girotti, l’incarico di monitorarli e di farli risistemare via via tutti. E vi ringrazio per l’elenco del vostro report, ci torna utile”. Ed eccolo l’elenco. Orologi moderni con lancette “sballate”, collocati in cima ai pali che reggono insegne pubblicitarie, con un segnatempo per ciascun lato: quello nel piccolo spazio verde attrezzato dietro l’edicola vicina a Stadio Bar; quello in largo Cappelli di fronte all’ex ospedale Umberto I; quelli di piazza D’Armi e del capolinea bus “cimitero di Tavernelle”; in quello di piazza Diaz ora esatta solo sul lato viale della Vittoria. Ci si consola con l’orologio che sta tra il Monumento ai Caduti e il Ristorante Passetto. E con l’ora esatta segnata dai due orologi “non comunali”, quello della stazione ferroviaria e quello dell’Inps in via Ruggeri.
Orologi antichi: tutto ok per quello esterno, modello a 6 ore, posto nel 1709 a Palazzo degli Anziani (ma andrebbero restaurate la base, la cornice e la lapide sottostante: crepe, numeri illeggibili, colate di ruggine); lancia invece “da una vita” bloccata sul numero romano V per l’orologio, dello stesso tipo – sempre a Palazzo degli Anziani – che svetta nel pianerottolo interno dello scalone che conduce poi al piano dell’aula consiliare, realizzato presumibilmente nel 1647 (Foresi: “Non fuziona? Non l’avevo mai notato…”); resiste in ottima forma l’orologione della torre del Palazzo del Governo in piazza del Plebiscito, risalente al 1611, tipologia a 12 ore, peccato che vada un’ora indietro (segue quella solare e non legale);
inesorabilmente fermi gli orologi delle frazioni Paterno e Gallignano (si salva alla grande, nonostante i due secoli di vita, quello dell’ex palazzo Comunale di Montesicuro).
Infine, tiratina d’orecchie ai responsabili dell’Istao, con sede nel complesso edilizio di Villa Favorita (zona Baraccola-Candia): il bell’edifico in origine adibito a stalla è coronato da un orologio a 6 ore, databile fine ‘700 – inizi ‘800, ma purtroppo privo di lancia, o come si diceva all’epoca di “stanga”. Ma torniamo alle frazioni: da oltre 10 anni non scandiscono le 12 ore le lancette dell’orologio sotto le due campane della torre d’ingresso, detta “Porta del Borgo”, a Paterno. L’assessore Foresi: “Forse ce la faremo a ripararlo entro fine legislatura (cioè metà anno prossimo?, ndr.?)”. Tante le lamentele e i rabbiosi appelli giunti in Comune da Gallignano per resuscitare l’orologio a 6 ore e con una lancetta, “morto” da 12 anni sulla facciata dell’edificio della porta d’accesso al paese. Qui Foresi allarga le braccia o poco ci manca: “Lo so, i residenti sono molto affezionati a quell’orologio, fa parte della loro storia, della loro tradizione, risale al XVII secolo, va caricato a mano, e non mancano certo i volontari per farlo. Ma per arrivare lassù occorre passare in un locale inagibile da tre anni. E quindi occorre prima ristrutturare quel locale”. Quando avverrà? Foresi dà un’occhiata al suo orologio da polso, al calendario del suo ufficio… “Problemi di carenze di bilancio comunale, purtroppo non è una priorità, forse, ma forse, l’anno prossimo”. Speriamo in un karma positivo.

L’orologio di Gallignano

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