facebook rss

«Venus», una pièce di alta qualità

TEATRO - Al Lauro Rossi per il festival Macerata Teatro va in scena la compagnia Teatro Drao-TeatroTre di Ancona con l'adattamento del film di Polanski
sabato 14 ottobre 2017 - Ore 11:21
Print Friendly, PDF & Email

Venus in scena al Lauro Rossi

di Walter Cortella

Il Festival MacerataTeatro rilancia e al secondo appuntamento, dopo la bella esibizione de La Barcaccia di Verona con Il Ventaglio di Carlo Goldoni, «cala un carico da undici» e al «Lauro Rossi» presenta Venus, di Davide Giovagnetti, nell’allestimento del Teatro Drao-TeatroTre di Ancona, una delle più apprezzate Compagnie della nostra regione, nata dalla pluriennale collaborazione di due formazioni storiche del capoluogo marchigiano che hanno sempre messo in scena produzioni ad alto contenuto artistico. I loro spettacoli, contraddistinti da raffinatezza e accuratezza e ricchi di interessanti soluzioni registiche, di costumi fantasiosi e di coinvolgenti giochi di luci, hanno ottenuto significativi riconoscimenti in importanti rassegne e festival nazionali. Due titoli per tutti nel loro repertorio: Il circo di carta e La giostra di Else che occupano un posto di prestigio nel vasto panorama del teatro amatoriale. Venus, con la regia del duo Giovagnetti-Giacchetti, era già stata selezionata per l’edizione dello scorso anno, ma i noti eventi sismici costrinsero gli organizzatori a sospendere la ben avviata kermesse maceratese. Si tratta di una pièce di pregevole fattura, coinvolgente e ricca di colpi di scena, un’opera sofisticata, particolare per la sua costruzione complessa, addirittura difficile. Non è un testo d’evasione, anzi richiede grande concentrazione e partecipazione da parte dello spettatore. È dunque un lavoro di nicchia, ispirato al celebre film Venere in pelliccia, apparso sul grande schermo sul finire del 2013, per la regia di Roman Polanski e adatto ad un pubblico attento e capace di apprezzare un teatro di qualità.

La vicenda si svolge all’interno di un teatro parigino, dove è in corso di allestimento uno spettacolo ispirato al romanzo scritto nel 1870 dal barone austriaco Leopold von Sacher-Masoch. Thomas (Davide Giovagnetti), adattatore e regista della pièce, dopo una stressante giornata di infruttuosi provini alla ricerca di una giovane donna che possa interpretare il ruolo di Vanda, si accinge ormai stanco a lasciare il teatro. A casa lo attende una cena con gli amici. La sala è vuota e buia quando all’improvviso irrompe trafelata e zuppa per la pioggia un’aspirante attrice (Patrizia Giacchetti). È in forte ritardo ma si mostra subito molto decisa. Vuole ad ogni costo quella parte per la quale si ritiene particolarmente adatta. Il povero Thomas tenta di svincolarsi, protesta, maltratta la ragazza, rimanda ad altra occasione ma alla fine, seppure esasperato e a malincuore, acconsente e le concede una chance nella vana illusione di potersene liberare in breve. Per una curiosa coincidenza, la giovane donna si chiama anche lei Vanda, proprio come la protagonista del romanzo. Fin dalle prime battute si rende conto che la ragazza conosce il copione in ogni minimo dettaglio, anzi più volte contesta le scelte del regista con sensate argomentazioni, non solo, ma nei momenti di impasse gli suggerisce addirittura più convincenti e condivise soluzioni. Sembra fatta apposta per assumere quel ruolo. Di più, è proprio l’interprete che ha vanamente cercato per tutto il giorno. In breve tra i due si stabilisce una potente intesa. Le scene si susseguono a ritmo serrato, con reciproca soddisfazione mentre il tempo scorre velocemente. È tardissimo e la cena con gli amici ormai è saltata. Thomas, conquistato dalla forte personalità di Vanda, è travolto dal dipanarsi della storia, malgrado i frequenti e violenti contrasti. La ragazza mette in mostra una grinta sempre più decisa che incatena il suo compagno. Il fil rouge che li lega a volte si intreccia pericolosamente, i ruoli interpersonali e teatrali si ribaltano. Vanda, sempre più dominante, indossa una giacca da uomo e diventa Thomas e questi, con stola, tacchi a spillo e collare da cane da guardia diventa Vanda. L’intesa è perfetta. Il loro è un continuo e febbrile out-in. Il regista è sempre più soggiogato dalla forza dominatrice di Vanda e man mano che il provino procede in un crescendo di emozioni e scontri verbali, l’attrazione fatale di Thomas per lei si trasforma in ossessione, fino a diventarne completamente schiavo.
Una grande interpretazione quella fornita da Davide Giovagnetti e Patrizia Giacchetti, proprio da teatro di buona qualità. Non è un caso, dunque, che lo scorso anno Venus sia stato premiato come «miglior spettacolo» al Festival nazionale di Arezzo, significativo riconoscimento per Davide Giovagnetti, regista con un bagaglio professionale di tutto riguardo e dotato di grande e raffinata fantasia che gli consente di centrare ogni volta il bersaglio del successo. Al suo fianco una sorprendente Patrizia Giacchetti, in veste di regista. Non sorprende, invece, la sua performance attoriale. È impareggiabile. Padrona della scena fin dal suo ingresso dalla platea, sicura della sua avvenenza, disinibita e perfettamente a suo agio nel trasgressivo ruolo di Vanda, è la degna co-protagonista di Davide Giovagnetti. Anche lei ha conquistato ad Arezzo il prestigioso premio come «migliore protagonista femminile». E pure questo non è un caso. Prossimo appuntamento, domenica 15 con un capolavoro del teatro americano, Improvvisamente l’estate scorsa di Tennessee Williams, messo in scena da La Piccola Ribalta di Pesaro.

(Le foto di scena sono di Federica Vinci)

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X