facebook rss

Spostamento della dogana
via al progetto
Il porto cambia volto

ANCONA - Affidato l'incarico per la progettazione dl riassetto dei varchi doganali, si apre la partita del cambio della viabilità. Deciso anche il nuovo sistema di concessione delle banchine commerciali per la movimentazione delle merci
giovedì 18 Gennaio 2018 - Ore 21:24
Print Friendly, PDF & Email

 

di Agnese Carnevali

Spostamento della dogana all’estremità di via Einaudi in area Zipa, parte la progettazione per la rivoluzione della viabilità e dell’accesso al porto e per lo sviluppo dell’intermodalità dello scalo dorico. A studiare e stilare il progetto definitivo ed esecutivo sarà l’Abacus srl di Perugia che si è aggiudicata il bando di gara per poco più di 172mila euro – partendo da una base di poco meno di 300 mila – per “interventi volti alle implementazioni infrastrutturali a sostegno del trasporto intermodale nell’area portuale di Ancona”. Tradotto: verrà progettato il prolungamento dei binari delle darsena Marche, che passeranno dagli attuali 300 a 600 metri, a servizio dei traffici marittimi, collegati ai fasci già presenti sulle banchine. Il progetto di allungamento della linea ferroviaria porta con sé, però, una serie di interventi pronti a rivoluzionare la viabilità e l’accesso al porto dei quali si parla da tempo. Connesso al progetto dei binari c’è quello di abbattimento e spostamento del varco doganale della darsena Marche, che sarà studiato contestualmente al progetto della linea ferrata, così come quello della nuova viabilità. Un intervento che permette di dare nuovo impulso all’intermodalità dello scalo dorico, consentendo l’ingresso o la partenza di treni interi, senza la necessità di spezzare i convogli.

Ci sarà ancora da attendere per l’operazione che potrebbe rivoluzionare completamente la viabilità e l’accesso al porto, lo spostamento del varco del traffico traghetti, alla banchina Da Chio, che aprirebbe il dibattito per la riqualificazione e l’utilizzo dell’area circostante dell’ex stazione marittima, dismessa a dicembre 2015. Dal giorno dello stop alla circolazione dei treni sotto lungomare Vanvitelli, piattaforme e pensiline sono rimaste abbandonate ed inutilizzate. Il nuovo assetto portuale potrebbe portare al recupero della zona, creando un collegamento più diretto tra la Mole ed il centro, passando attraverso lo scalo Vittorio Emanuele e giù fino al porto antico. Resta la questione del possibile spostamento dei traghetti passeggeri fuori dal golfo storico, anch’essi verso la darsena Marche, con l’ipotesi della penisola – sulla cui fattibilità in termini progettuali ed idraulici l’Università Politecnica delle Marche si è espressa positivamente – che consentirebbe di liberare completamente lo scalo dalle reti della security, continuando quel processo di restituzione del porto alla città.

L’area dell’ex stazione marittima del porto di Ancona

IL NUOVO ASSETTO DELLE BANCHINE. Intanto sul versante commerciale, l’Autorità di sistema portuale ha ridefinito anche approdi, spazi e loro funzioni. Le banchine 23 e 25 saranno di nuovo date in concessione allo scadere di quelle vigenti fino al 2021. Una stessa impresa portuale potrà richiedere la concessione solo di una delle due banchine. La prima, più votata al traffico container, è oggi in concessione alla Icoop fino al 31 dicembre di quest’anno. Per la seconda è già pubblicato l’avviso di gara. Fino ad oggi è stata utilizzata per la movimentazione delle rinfuse, in concessione ad Ancona Merci fino a febbraio. Il consorzio di imprese, tra cui Commpa oggi acquisita dalla Fratelli Morandi, e Amatori Interestate, punterebbe a mantenere la concessione. Restano pubbliche la 22 (sulla quale sono in corso i lavori di consolidamento, che saranno completati in autunno), e la 26 (la banchina Marche), mentre si attende la fine del contenzioso tra le ditte partecipanti alla gara, per l’appalto della 27.

IL SALUTO A FERRARA. Il nuovo asset delle banchine è stato definito dal Comitato di gestione, durante il quale il porto dorico ha salutato l’ammiraglio Francesco Saverio Ferrara che, dopo quattro anni, lascia Ancona per un altro incarico. «È stato per me un onore far parte per quattro anni del Comitato portuale dell’Autorità portuale prima e del Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale dopo – ha detto l’ammiraglio Ferrara -, nei quali ho cercato, in seno a questi Comitati, di dare il giusto apporto e la mia esperienza professionale per la crescita del porto di Ancona».

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X