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Whirlpool, l’impegno di Cesetti:
«Fondi europei per portare
nel Piceno la lavasciuga polacca»

COMUNANZA - Nuovo summit per studiare le mosse per "convincere" gli americani a spostare nuove produzioni nel Piceno in modo da ridurre gli esuberi. L'assessore regionale al bilancio apre la strada per avviare il cosiddetto "reshoring"
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di Maria Nerina Galiè

Potrebbe essere stato individuato il grimaldello per risolvere la questione Whirlpool che è ormai diventata una “vertenza territoriale”: tutto l’impegno politico possibile al fine di garantire all’azienda ammortizzatori sociali ed incentivi per il rilancio  a patto che lo stabilimento di Comunanza non perda un solo posto di lavoro. Su questo si è incentrato il tavolo istituzionale del 7 giugno intorno al quale amministratori comunali e sindacalisti hanno incontrato gli esponenti del partito democratico. Il sindaco di Comunanza Alvaro Cesaroni, reduce dall’incontro avvenuto il giorno prima a Roma con i vertici aziendali (l’amministratore delegato Davide Castiglioni, il direttore dei rapporti governativi e alla comunicazione Alessandro Magnoni e il direttore risorse umane Giovanni Buonajuto) è andato dritto al punto: «La vertenza Whirlpool deve salire tutti i gradini istituzionali e mettere in campo ogni risorsa disponibile per far partire il piano industriale dell’azienda, dare credito alle prospettive di rilancio e vigilare affinché venga rispettato ogni impegno. Gli ammortizzatori sociali sono la base per ripartire. Di questo mi sono fatto garante – ha detto ancora il primo cittadino – convinto di poter contare su una solida base di sostegno. Sul tavolo però mettiamo i 131 esuberi, che devono essere cancellati, e una politica di sviluppo, perché la Whirlpool è la maggiore fonte di ricchezza di questo territorio». 

Hanno confermato di aver bisogno dell’impegno politico i sindacalisti, Angelo Alfonsi e Paolo Marini (Fiom Cgil), Francesco Armandi e Fabio Capolongo (Ugl), Raffaele Bartomioli (Uilm), Angelo Forti (Fim Cisl), nel ribadire le attese legate al vecchio piano aziendale. Sisma e conseguenti aiuti economici di Europa, Stato e Regione possono fare la differenza per lavoratori che da anni ormai sono a 1000 euro al mese. «Subito – ha affermato Alfonsi – è necessaria un’integrazione agli ammortizzatori sociali.  La Indesit ha già subito forti riduzioni nei 15 anni prima dell’arrivo di Whirlpool e il piano industriale di 2015-2018 preannunciava numerosi investimenti, ridisegnando il piano strategico Italia a fronte dell’ottenimento di impegni governativi. Adesso non possiamo tornare indietro. Nel 2015 lo stabilimento di Comunanza aveva 595 dipendenti. A dicembre 2018 ne avrà 475 tra cui in 131 esubero. Chiediamo a tutti di fare squadra. Non devono esserci più caselle vuote ai tavoli istituzionali. Sappiamo che l’azienda ha avuto accesso ai fondi Por-Fesr, per il  2015, di cui fino ad ora ha percepito solo una piccola parte. Mentre altrove hanno preso somme ben più sostanziose e avuto tutti gli aiuti possibili».   

Partito Democratico valeva Regione Marche all’incontro di venerdì. E ha pieno titolo vista la presenza dell’assessore regionale al bilancio Fabrizio Cesetti e dei consiglieri Fabio Urbinati e Francesco Giacinti, insieme al senatore Francesco Verducci, all’onorevole Alessia Morani e ai segretari provinciali di Ascoli Piceno e Fermo Mattero Terrani e Fabiano Alessandrini.

Il terremoto ha impegnato la Regione Marche su più fronti negli ultimi due anni e la possibile crisi del plant piceno vanificherebbe ogni scopo, hanno ribadito i dem.  «Lunedì prossimo il presidente Cersicioli  – ha affermato Cesetti – incontrerà ad Arquata del Tronto il primo ministro Conte al quale consegnerà un dossier che porterà questa vertenza sul piano nazionale. Nel documento si chiederà al Governo di creare le condizioni per scongiurare gli esuberi. Come? Sappiamo che c’è bisogno di un intervento normativo poiché, per l’attuale legge, gli ammortizzatori sociali non sono riconcedibili prima di 18 mesi da gennaio 2019. Diversamente chiediamo l’utilizzo di 50 milioni di euro legati al sisma per coprire le spese. Come Regione sosterremo il rientro della lavasciuga dalla Polonia con i fondi europei». 

Democratici uguale opposizione ma sempre nelle stanze del potere. «Dobbiamo portare avanti incontri di lavoro – ha esordito Verducci    per indurre la Whirlpool ad elaborare un piano che non si basi solo sulle strategie di mercato, ma che garantisca il futuro di queste aree già severamente colpite. Abbiamo attivato una Commissione speciale che la prossima settimana discuterà il decreto terremoto in cui sarà inserita la questione Whirlpool di Comunanza».  

Ancora incontri sulla vertenza Whrilpool nei prossimi giorni e propedeutici all’incontro al Mise del 6 luglio, riguardo al quale il vice sindaco Sacconi ha detto: “Quel giorno l’accordo si firma, non si fa. Dovrà essere fatto prima”.

(1-Continua)

https://www.cronacheancona.it/2018/06/08/whirlpool-parla-lad-castiglioni-comunanza-e-un-sito-strategico/107860/

 

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