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Whirlpool, cresce la paura:
«Se perdiamo la battaglia
muore tutta la montagna»

COMUNANZA - Cresce l'apprensione per la sorte del sito. Nel pomeriggio presidio del Pd davanti ai cancelli
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di Maria Nerina Galie’

Cresce la preoccupazione perché il Mise non ha ancora riconvocato il tavolo di coordinamento nazionale, atteso dai dipendenti dello stabilimento Whirlpool di  Comunanza, dalla filiera, dalle istituzioni e dai cittadini. E’ scattato dunque il presidio, giovedì 12 giugno e organizzato dal Partito Democratico (Federazione provinciale di Ascoli Piceno) davanti ai cancelli del sito produttivo «considerato un’eccellenza nelle Marche che dà lavoro a 500 dipendenti ma anche a migliaia di persone dell’indotto», ha esordito il senatore dem Francesco Verducci che è andando subito al nocciolo della questione: «Siamo estremamente preoccupati perché il Governo non ci ha ancora detto il giorno in cui metterà intorno ad un tavolo azienda e lavoratori per obbligare la prima a cambiare il piano industriale restituendo a Comunanza la piena capacità produttiva ed occupazionale». Apprensione condivisa dal consigliere Regionali Fabio Urbinati che legge nelle previsioni per il 2019-2021 un pericoloso rischio di smantellamento: «La specializzazione prevista dall’azienda per i prossimi tre anni riduce l’organico. Dati alla mano, siti come quello che abbiamo di fronte, al di sotto dei 500 dipendenti, non possono considerarsi produttivi, pericolo che dobbiamo scongiurare insieme a tutte le altre forze politiche». E’ andato all’indotto il pensiero del collega Francesco Giacinti: «Ricostruire attività economiche presenti nei luoghi del terremoto è il nostro principale obiettivo. Perdere questa azienda sarebbe una disfatta sotto profilo economico e sociale e metterebbe a repentaglio la tenuta della comunità in cui opera».
«Ci sono donne e uomini che hanno deciso di costruire qui il loro futuro, facendo crescere un territorio montano del sud delle Marche, convinti di poter contare sulla sicurezza del lavoro offerto fino ad ora dalla Whirlpool», è stato l’intervento di Matteo Terrani, segretario provinciale dem di Ascoli Piceno che ha aggiunto: «Il nuovo piano industriale rischia di minare queste certezze. Ci siamo battuti fin dall’inizio, ottenendo sei mesi di proroga per gli ammortizzatori sociali con
l’emendamento Verducci, e siamo qui oggi per chiedere al Governo di fare tutto il possibile per scongiurare lo smantellamento dello stabilimento di Comunanza». Alla manifestazione c’erano i gazebo e le bandiere del Partito Democratico, l’ ex deputato Luciano Agostini, Pietro Colonnella, il capogruppo Francesco Ameli, il consigliere provinciale Alberto Antognozzi, il presidente della Provincia di Ascoli Piceno Paolo D’Erasmo, Fabiano Alessandrini segretario provinciale di Fermo e i
sindaci dei Comuni piceni e fermani. Tra loro Domenico Ciaffaroni primo cittadino di Montefortino, ex operaio Indesit (ora Whirlpool), ex sindacalista e che ha sentenziato: «Questa è una guerra, non una battaglia. Se la perdiamo rischiamo di desertificare l’intera area montana. Ben venga tutto quello che è stato fatto soprattutto per il rinnovo degli ammortizzatori sociali, fondamentali, perché riguardano il sostentamento dei cittadini». Sono arrivati dalla costa con un bus numerosi esponenti dem. Presenti le Rsu Paolo Marini (Fiom Cgil), Francesco Armandi e Fabio Capolongo (Ugl), Raffaele Bartomioli (Uilm) e Angelo Forti (Fim Cisl). Presenti anche divese tute blu, anche se in tanti dopo aver terminato il loro turno, sono usciti dallo stabilimento passando incuranti, davanti al picchetto. «Non importa che ci siano o meno – ha precisato Verducci- conta che sappiano che noi stiamo lavorando per loro».

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