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Francesco Acquaroli inizia la corsa
e chiama i “Fratelli delle Marche”
«Ora tutti insieme, priorità alla squadra»

INTERVISTA - Le prime parole del deputato di Potenza Picena dopo l'ufficializzazione della candidatura a governatore per il centrodestra: «Spero che tutti possano essere protagonisti di questa sfida che non è la mia sfida, un grande progetto di liberazione e di rinascita sociale, politica ed economica». Porte aperte anche agli altri due ex papabili: Bacci e Ciarapica
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Francesco Acquaroli alla guida del centrodestra: inizia ufficialmente la corsa a governatore delle Marche

 

di Luca Patrassi

Se un parto doveva essere, le regole vanno rispettate, anche quelle proverbiali oltre le certezze dettate dall’osservazione della natura. Sono passati circa nove mesi dall’apparire dell’ipotesi di candidatura a governatore della Regione Marche del deputato di Fratelli d’Italia Francesco Acquaroli ed oggi appunto l’indicazione è stata ufficializzata. “Mater certa” suggerivano i latini e l’indicazione originaria porta la firma della referente nazionale di Fdi Giorgia Meloni, quanto ai padri la firma di oggi è dei leader di Lega e Forza Italia Matteo Salvini e Silvio Berlusconi che hanno sottoscritto l’investitura con Giorgia Meloni. L’ufficializzazione è arrivata nel primo pomeriggio di oggi, basta un minuto e il telefonino del candidato è assediato da messaggi e telefonate.

Acquaroli si gode, presumibilmente ancora per poco, l’ambiente di casa a Potenza Picena, il verde dominante con sullo sfondo il blu del mare. La tensione accumulata si scioglie in un sorriso. Allora Acquaroli, quale è la prima sensazione provata? «Gratitudine nei confronti dei leader di Lega e Fi Matteo Salvini e Silvio Berlusconi per il sostegno dato alla mia nomina, un grazie particolare a Giorgia Meloni, un pensiero riconoscente a quanti sono stati protagonisti di questa sfida legata alla scelta del candidato governatore, tutti personaggi di altissimo profilo».

Dai ringraziamenti al fare, il passo non è breve. La prima cosa ora che si propone? «L’organizzazione di tutta la squadra, sarà l’espressione delle tante energie del territorio, in grado di costruire un’alternativa più forte e credibile rispetto al centrosinistra, un forte senso di responsabilità perché siamo ben consci che il futuro di questa regione passa dalle elezioni di settembre».

Una squadra fatta solo di partiti o ha già una coalizione allargata anche ai civici? «Siamo pronti a dialogare e ad accogliere tutte quelle energie che sono disponibili a dare un contributo per guidare la Regione, parlo di forze civiche, realtà sociali ed economiche legate al territorio».

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Giorgia Meloni e Francesco Acquaroli

Pensa di avere in squadra anche i sindaci di Jesi e di Civitanova Bacci e Ciarapica? «Spero che tutti possano essere protagonisti di questa sfida che non è la mia sfida, un grande progetto di liberazione e di rinascita sociale, politica ed economica delle Marche».

Un progetto con quali capisaldi? «Lavoro, sanità, ricostruzione post sisma e competitività territoriale. Parliamo di medicina territoriale vera, di competenze, di una politica che dia linee di indirizzo per la sanità e non faccia clientele di corsia».

Cosa c’è che in questi anni di guida del centrosinistra non ha funzionato, secondo il suo modo di vedere? «Non c’è stata una visione, la regione è isolata anche politicamente, non ha capacità di interlocuzione con il Governo, non ha un modello di sviluppo per il turismo, per le attività produttive e per la sanità, per citare alcuni dei nei principali».

La sua è una candidatura attesa a lungo. «Non sono stato fermo, ho passato questo periodo lavorando, all’ascolto del territorio. Ci sono tante belle realtà da valorizzare nel nostro territorio e lo faremo con un lavoro di squadra che coinvolgerà tutti».

Eravate partiti mesi fa con uno slogan, Ricostruire le Marche, ora? «Era gennaio, le Marche sono da ricostruire non solo per gli effetti del terremoto. Oggi bisogna far cambiare la prospettiva, c’è una crisi profonda acuita dalla pandemia. Ora direi sì “Ricostruiamo le Marche” aggiungendo un “facciamole ripartire”, liberiamo la nostra regione da un sistema che l’ha tenuta oppressa.

Tutti in coda in autostrada, ferrovie da rivedere, aeroporto: c’è un problema di infrastrutture. «Ci vuole un dialogo con il Governo, c’è un gap infrastrutturale che non riguarda solo le Marche ma l’intera dorsale adriatica. C’è un gap da colmare se si vuole seriamente parlare di sviluppo turistico ed economico».

Lei parla di dorsale adriatica come di un sistema unico, ma solo nelle Marche ci sono mille campanili… «Un unico grande progetto di sviluppo in grado di condensare le energie, le tipicità possono essere diverse ma ci deve essere una logica globale che veda partecipare tutti da protagonisti».

 Nelle scorse settimane ci sono state molte prese di posizione da parte di importanti imprenditori a sostegno di questo o di quel candidato del centrodestra. Che impressione le hanno fatto? «Rispetto e grande considerazione. Sono sempre felice di dialogare con una parte essenziale della comunità, il lavoro è una componente essenziale e le imprese vanno messe in condizione di dare il meglio».

 

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