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Inaugurazione dei dipinti
di Andrea Ippoliti

SENIGALLIA - Le due opere, poste sugli scranni della sala consiliare, saranno inaugurate nell'ultima seduta di legislatura del consiglio comunale. Esaltano la laboriosità dei senigalliesi e le bellezze della città
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L’aula consiliare di Senigallia

 

L’ultima seduta del consiglio comunale prima delle elezioni fissate per il prossimo 20 e 21 settembre sarà ricordata anche per l’inaugurazione dei due grandi dipinti realizzati dal maestro Andrea Ippoliti e intitolati “Senigallia: la Terra, il Mare”. Le due opere, poste sugli scranni dei consiglieri comunali, sono volte a esaltare la laboriosità dei cittadini senigalliesi che si manifesta in questi ambiti complementari fra di loro, suscitando una rinnovata consapevolezza verso le bellezze della città.«Concludiamo il mandato – afferma il sindaco uscente Mangialardi – impreziosendo la sala del consiglio comunale, luogo simbolo della democrazia cittadina, con due opere di grande prestigio, capaci di interpretare con imparagonabile maestria i caratteri storici e identitari di Senigallia. Il mio più sincero ringraziamento va ad Andrea Ippoliti, non solo per l’indiscutibile valore della sua arte, ma anche per la passione posta nel realizzare questi due meravigliosi dipinti che rappresentano un arricchimento per tutta la città».

«Le opere – spiega Ippoliti – mostrano gli elementi naturali e architettonici di Senigallia, attraverso il linguaggio visivo della evocazione, fatta di segno e di colore. Il mio scopo, infatti, non è stato tanto quello di riprodurre fedelmente gli elementi, ma di evocarli, inondandoli di una luce metafisica attraverso il sapiente uso del chiaroscuro. L’impianto geometrico, ispirato al soffitto a cassettoni di Palazzo del Duca, fa sì che i due grandi dipinti “dialoghino” in una simmetria di forme, rispecchiandosi l’uno nell’altro, a significare che l’unione delle virtù umane, esercitate nella Terra e nel Mare, conducono al progredire della città». Nel dipinto dedicato alla Terra domina l’intensa prospettiva di piazza Garibaldi, in cui la Filanda accoglie il suo punto di fuga. La luce inonda la piazza e quanto la circonda, creando un’atmosfera che rimanda a “La città ideale” di Urbino e a le piazze di De Chirico. Attorno vi ruotano elementi architettonici e simbolici a testimonianza della storia della città e del territorio circostante.

Nel dipinto dedicato al Mare, invece, l’osservatore guarda verso il Conero, per cui la Rotonda, ancorata con il suo lungo pontile, si mostra nella sua attuale forma, illuminata come un attore su un palcoscenico di mare blu cobalto e di sabbia ancora bagnata dalla mareggiata appena conclusa. Mare e spiaggia sono accarezzati da una luce solare radente che allunga le ombre alle onde e alle conchiglie. Corre sulla destra la linea prospettica degli alberghi e delle morbide colline che osserva il mare nel suo dolce rimescolarsi. Attorno ruotano gli elementi simbolici e storici che rimandano al mare. Le due scene centrali sono sostenute da festanti putti alati nell’atto di suonare la tromba, chiara citazione dei putti che reggono lo stemma di Guidobaldo della Rovere, sempre nel Palazzo del Duca. I colori impiegati sono stati preparati personalmente dal pittore per la maggior tavolozza di colori possibili ed è stato, inoltre, applicato oro e argento in foglia per donare la necessaria quota di luce all’interezza di ogni singola immagine. Le opere, iniziate lo scorso anno, appartengono ora alla cittadinanza, consegnate dopo un periodo di pandemia, come sovente è accaduto per opere artistiche del passato, a significare il vigore e la vitalità oltre il timore e il pericolo. Un ringraziamento particolare va rivolto alla Bcc di Pergola e Corinaldo per il contributo alla realizzazione delle opere.

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