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Nuova mobilitazione
di Priorità alla Scuola

ANCONA - Domani pomeriggio presidio di protesta davanti a Palazzo Leopardi in contemporanea ad altre 19 città italiane. «Non vogliamo rivedere lo scempio di Regione e Comuni che tengono chiuse le nostre scuole secondo il proprio variabile arbitrio»
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Una delle proteste di Priorità alla Scuola davanti alla sede della Regione Marche

 

Priorità alla Scuola torna a mobilitarsi in 20 città italiane, domani 20 settembre, «perché l’anno scolastico, malgrado la retorica del Governo e del Ministero, non è cominciato bene» spiega una nota. Il presidio di protesta ad Ancona si svolgerà domani pomeriggio alle 16, davanti a Palazzo Leopardi, una delle sedi della Regione Marche. «Ci mobilitiamo perché non accetteremo un altro anno a singhiozzo – scrive Pas – vogliamo garanzie di presenza e continuità in tutta Italia e in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Non vogliamo rivedere lo scempio di Regione e Comuni che tengono chiuse le nostre scuole secondo il proprio variabile arbitrio. Vogliamo l’abrogazione delle norma che consente la formazione di classi pollaio. Vogliamo una scuola pubblica laica, inclusiva, solidale e di qualità»

La protesta nasce intanto da un dato: «nulla è stato fatto per ridurre gli alunni per classe e per dare più spazi alle scuole, perciò rimane una enorme percentuale di studenti in condizione di affollamento: ci mobilitiamo a oltranza per arrivare ad abrogare la norma della Riforma Gelmini che consente la formazione di classi pollaio e per ottenere una legge che cambi il numero degli alunni per classe – scrivono gli organizzatori nel comunicato ufficiale – Sappiamo che troppi istituti superiori in Italia hanno già reintrodotto, con l’assenso dei Collegi e dei Consigli d’Istituto, una Didattica a Distanza strutturale o paradossali forme di “Dad di prossimità” (lezioni seguite in sede ma su schermo), a smentita delle affermazioni del Governo e del ministro Bianchi per cui nessun alunno dovrebbe fare nemmeno un’ora di Dad, salvo quarantene. Strutturare di fatto la Dad ha un unico risultato: arricchire le piattaforme digitali e i fornitori di servizi, impoverendo la Scuola e svilendo il diritto allo studio»

Il piano scuola 2021/22 non ha proposto nessuna soluzione concreta alle carenze strutturali che affliggono la scuola da decenni, ma che sono state e saranno le principali responsabili nell’impedire un’adeguata gestione dell’emergenza sanitaria, con il risultato di comprimere il diritto all’istruzione in tutta Italia. «Il ministero ha preferito ottenere la deroga alla norma di distanziamento piuttosto che intraprendere soluzioni strutturali. – aggiunge Priorità alla Scuola – Una scuola pubblica che non funziona ha prodotto, negli ultimi due anni, una spaventosa crescita del disagio psicofisico nelle fasce adolescenziali, un incremento del tasso di abbandono scolastico, un peggioramento della qualità della formazione. Le carenze di personale non sono state risolte, per la volontà del Governo e del Ministero di non stabilizzare i precari; le nomine del personale Ata e del personale Docente, contrariamente a promesse e proclami, sono in ritardo anche quest’anno e le nomine attraverso le Graduatorie Provinciali per le Supplenze, con numerosi errori da correggere, impediscono il raggiungimento del tempo scuola».

A tutto questo si aggiunge il problema del tempo pieno nelle scuole primarie e dell’infanzia «che è ancora un miraggio in molte parti d’Italia», della capienza e frequenza dei trasporti. «Non è accettabile che la scuola riparta, a settembre 2021, con protocolli rigidi per la fascia 6-12 e con criteri di quarantena sostanzialmente immutati a fronte del tasso di vaccinazione raggiunto tra i docenti e nel Paese». Per Pas invece «vanno previste quarantene selettive garantite da un efficace tracciamento. Inoltre, i protocolli devono essere flessibili, chiari e congrui alla effettiva situazione pandemica, adattati al mutare delle mutevoli situazioni epidemiologiche».

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