Serve l’acqua in piazza Garibaldi:
classica fontana
oppure scenografica a raso?

SENIGALLIA - Dario Romano e Marco Lion, che si sfideranno alle primarie di coalizione del centrosinistra l'11 gennaio, propongono soluzioni per rendere più vivibile sempre il palcoscenico cittadino

Piazza Garibaldi a Senigallia

di Sabrina Marinelli

Sul fatto che sia bella nulla da ridire. Tutti concordano. A piazza Garibaldi, però, manca qualcosa che la renda viva sempre e non solo il giovedì del mercato o la sera in occasione di eventi. I due candidati alle primarie della coalizione di centrosinistra, che si terranno l’11 gennaio, hanno qualche idea per renderla ancora più attrattiva e vivibile anche nella quotidianità. «Piazza Garibaldi funziona come spazio per eventi – spiega Dario Romano, candidato del Pd -. Non è una scoperta di oggi anche se fa sorridere vedere la stessa maggioranza, che un tempo osteggiava quell’idea, rivendicare ora presunti “successi”, con numeri difficili da credere e buoni più per la propaganda che per un’analisi seria». Ancora stanno facendo discutere le circa 15mila presenza dichiarate per i due concerti di Capodanno.

Dario Romano, Pd

«Il punto, però, non è fare polemica sui decimali – aggiunge Romano – ma capire che idea di città vogliamo costruire. Piazza Garibaldi è un contenitore urbano importante e va governato con visione non usato a intermittenza. Serve una strategia che ne migliori la vivibilità quotidiana: ombreggiatura, comfort climatico e vitalità vanno affrontati senza paura, anche guardando a esperienze italiane ed europee, come i giochi d’acqua a raso diffusi in città come Londra, Zurigo, Roma o Bordeaux. Valorizzare però non significa stravolgere. Piazza Garibaldi nasce da una scelta precisa della passata Amministrazione e va rispettata. Oggi la destra la utilizza, domani magari la rinnegherà. Io penso, invece, che vada curata e resa davvero centrale, non solo nei comunicati, ma nella vita reale della città». Era stata inaugurata il 26 luglio 2016 dall’ex sindaco Maurizio Mangialardi dopo una contestata riqualificazione per i parcheggi e gli alberi sacrificati.

Marco Lion, Senigallia Cambia-Cambia Senigallia

«Per la riqualificazione completa di piazza Garibaldi si devono ancora trovare soluzioni di qualità – interviene Marco Lion, Verde candidato come civico -, che rendano l’area ancora più bella, vivibile e funzionale. Certamente, come ho già sostenuto da tempo, c’è bisogno di una fontana come, in Italia, hanno tutte le piazze storiche della dimensione della nostra piazza Garibaldi. Una bella fontana che però non venga progettata dall’ingegnere Babini e dall’Anas, che ci hanno imposto il “ponte a Brugola” con il beneplacito del sindaco Olivetti. Credo semmai che si possa benissimo inserire nella piazza un’opera collegata a una delle correnti artistiche contemporanee come la “transavanguardia” di cui il conterraneo Enzo Cucchi è un esponente di punta o a Mimmo Paladino che ha realizzato una bellissima installazione urbana come “Hortus Conclusus” a Benevento. La piazza va comunque abbellita con l’inserimento di tante fioriere nei lati lunghi e va collegata alla vita e alle attività commerciali del centro storico, riqualificando un percorso che parte dal Foro Annonario e, attraverso i Portici Ercolani, arrivi al Palazzo della Filanda». Gli stemmi papali inseriti nella pavimentazione non sono mai piaciuti a Lion. «Non mi avevano convinto quando furono messi in piazza – dice -, personalmente sono contrario alla “cancel culture” a meno che non si tratti di istigazioni al fascismo e al razzismo, per cui possono rimanere dove sono. Ogni segno che richiami un periodo storico della nostra città va sempre rispettato perché comunque non cambia il giudizio storico su personaggi e accadimenti che hanno segnato la vita di Senigallia. La piazza deve ospitare concerti, teatro, mercato, bambini, insomma vita».

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