Si parla da anni dell’ipotesi di arretramento dei ristoranti e delle strutture balneari presenti sulla spiaggia di Portonovo fagocitata dal mare. Una soluzione più concreta rispetto ai ripascimenti che fino ad oggi non hanno risolto il problema dell’erosione costiera nella baia di Ancona. La costa si sta ritirando e le strutture turistiche oggi si trovano in una posizione non più sostenibile dal punto di vista ambientale, paesaggistico e di sicurezza. Dopo aver avviato un percorso di concertazione con tutti i soggetti coinvolti, inclusi l’Ente Parco del Conero, la Regione Marche e i diversi settori comunali, e dopo aver confermato già nel primo incontro plenario del 30 gennaio 2025 l’interesse condiviso verso l’arretramento delle strutture come obiettivo prioritario, l’Amministrazione comunale del sindaco Daniele Silvetti adesso fa partire ufficialmente l’iter per centrare questo traguardo.
La Giunta comunale ha infatti approvato di recente un atto di indirizzo relativo al progetto unitario dei comparti 3 e 4 del Piano Particolareggiato Esecutivo (Ppe) di Portonovo, con la finalità principale di favorire l’arretramento delle strutture lungo la costa per contrastare l’erosione e tutelare il paesaggio, in coerenza con il Piano del Parco del Conero. Il progetto interessa, nel dettaglio, il tratto di costa tra il Ristorante Emilia e il Ristorante Il Molo, nella zona tra i due laghi di Portonovo, ricadente nella Zona Ristoro e Servizi 4 alla Balneazione, area particolarmente sensibile dal punto di vista ambientale e paesaggistico.
Nel dicembre 2023 i proprietari e concessionari delle strutture avevano richiesto formalmente di presentare il progetto unitario dei comparti 3 e 4. La documentazione tecnica è stata trasmessa agli uffici comunali con tutti gli incartamenti tecnici, relazioni illustrative, schema delle concessioni demaniali e richieste di permessi a costruire. Tra febbraio e novembre 2025 si sono svolte più riunioni del tavolo tecnico, durante le quali sono state affrontate questioni cruciali come le concessioni demaniali e comunali, la coerenza dell’iter con la normativa del Parco del Conero, il corretto procedimento amministrativo, la necessità di attivare procedure di Vas e Vinca e gli aspetti edilizi legati ai titoli abilitativi.
C’è da evidenziare che la porzione di spiaggia in questione è dentro il Parco del Conero, quindi è soggetta a vincoli ambientali molto stringenti. Le strutture esistenti sono state, tra l’altro, realizzate secondo un vecchio Piano Particolareggiato ormai scaduto, ma ancora in vigore per mancanza di nuove destinazioni urbanistiche e per legge ogni singolo intervento non può essere fatto da solo ma serve un progetto unitario condiviso da tutti i proprietari e concessionari dei comparti 3 e 4. Tutti sembrano essere d’accordo sull’arretramento delle strutture ma la procedura da seguire è particolarmente complessa perché coinvolge enti esterni, soggetti diversi e impone quindi il lavoro in simbiosi di più uffici comunali.
Per capire come formalizzare l’arretramento delle strutture in modo coordinato, senza bloccare i permessi edilizi e senza violare i vincoli ambientali, il sindaco Daniele Silvetti e gli assessori hanno ritenuto indispensabile emanare un atto di indirizzo per coordinare e approfondire tutti i temi tecnici, urbanistici, ambientali e amministrativi necessari alla futura approvazione del progetto unitario. Con la delibera votata all’unanimità il 23 dicembre scorso l’esecutivo comunale ha, in sostanza, affidato compiti specifici ai vari settori comunali: l’Urbanistica è stata deputata al coordinamento generale del progetto, l’Ufficio Contratti e Patrimonio approfondirà la questione delle concessioni, il Settore Ambiente le procedure Vas e Vinca, l’Edilizia Privata si attiverà per ottenere i titoli abilitativi. L’obiettivo è anche quello di accelerare al massimo i tempi tecnici.
(Redazione CA)
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