
Alessandro Bufarini
Nonostante l’annuncio dell’arrivo di 32 nuovi poliziotti (13 ispettori e 19 agenti) nella provincia di Ancona, il segretario generale provinciale del Siulp (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia) Alessandro Bufarini esprime una netta insoddisfazione: «Con le risorse assegnate non si fa più sicurezza».
Secondo l’analisi del sindacato, i numeri raccontano una storia diversa da quella istituzionale. Il personale andato in pensione nel 2025 supera infatti di gran lunga i nuovi arrivi previsti. «Partiamo da un saldo negativo – spiega Bufarini –. Se per alcuni questi numeri sono motivo di soddisfazione, per noi rappresentano una scelta irresponsabile che non tiene conto del contesto lavorativo reale».
Il potenziamento di uffici chiave come la polizia Stradale, Ferroviaria e di Frontiera viene definito dal Siulp come «il minimo indispensabile». Sebbene si preveda un modesto incremento di pattuglie per la vigilanza stradale e per i controlli presso porto, aeroporto e stazione ferroviaria, le unità restano insufficienti a colmare le croniche carenze d’organico.

La questura di Ancona
Il punto più critico riguarda la questura di Ancona e i Commissariati. Se l’arrivo di otto ispettori è accolto con favore, il Siulp denuncia la totale assenza di nuovi agenti e assistenti. «Il risvolto pratico per i cittadini è pesante: non ci sarà alcun aumento di pattuglie sul territorio», incalza il segretario. Questo significa che, in caso di chiamata al 112 per risse, rapine o durante la movida serale, il personale a disposizione resterà lo stesso, senza possibilità di ricevere ausilio da nuove unità.
A peggiorare un quadro già fragile interviene la gestione delle grandi emergenze nazionali. Da fine gennaio, e per circa un mese, la questura di Ancona vedrà il proprio organico ridursi ulteriormente: 20 unità verranno infatti distaccate fuori regione per le esigenze connesse alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
In conclusione, il Siulp ribadisce la propria distanza dalle polemiche politiche, preferendo concentrarsi sui fatti: le condizioni lavorative dei poliziotti non miglioreranno e, di riflesso, i cittadini non percepiranno alcun incremento della sicurezza. «Valutando i fatti, non possiamo dirci soddisfatti», conclude Bufarini. «Le assegnazioni ministeriali sono scarne e non garantiscono un riscontro tangibile sul controllo del nostro territorio».
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