di Sabrina Marinelli
L’udienza preliminare, per i 22 imputati del processo sull’alluvione del 2022, era iniziata lo scorso mese di ottobre dopo che gli atti da Ancona erano passati a L’Aquila. L’incompatibilità di un magistrato dorico, alluvionato, aveva comportato il trasferimento presso il tribunale abruzzese proprio come avvenne per il processo, ancora in corso sempre a L’Aquila, per l’alluvione del 2014. Ieri è ripresa l’udienza e gli avvocati della difesa hanno presentato un’eccezione, chiedendo di riportare il procedimento ad Ancona. Il che vorrebbe dire ricominciare tutto di nuovo e perdere altro tempo. A loro avviso il magistrato incompatibile non era nemmeno stato alluvionato. E’ risultato che solo parti in comune del suo condominio lo fossero, oltretutto già indennizzate. Non figura, infatti, tra le parti offese. Non sussistendo più l’incompatibilità per loro si può tornare ad Ancona. Il Gup si è riservato di pensarci, comunicando cosa avrà deciso il 27 maggio, quando riprenderà l’udienza. Potrebbe anche essere necessario il parere della Cassazione al riguardo. «Questi balletti rappresentano una mancanza di rispetto per gli alluvionati – commenta l’avvocato Simeone Sardella, legale di un gruppo di loro -, un tentativo di allungare i tempi del processo. C’è già stato un corretto trasferimento delle indagini da Ancona a L’Aquila, per la presenza di magistrati danneggiati, e adesso qualcuno vorrebbe riportare il processo ad Ancona. Come parti civili ci siamo fermamente opposti, evidenziando al Gup la totale infondatezza dell’eccezione e chiedendone il rigetto».
Gli imputati sono 22 tra dirigenti pubblici, funzionari e tecnici, di cui 18 dovranno rispondere di inondazione colposa, omicidio colposo plurimo e lesioni gravi per l’alluvione del 15 settembre 2022, che provocò 13 morti nella vallata Misa e Nevola e moltissimi danni anche a Senigallia. Gli altri sono accusati per il Ponte degli Angeli, ritenuto non a norma perché realizzato in difformità al decreto ministeriale, che obbligava a rispettare il franco idraulico per le costruzioni successive al 2018. Chiamati in causa anche Regione Marche, Provincia di Ancona, il Comune di Serra de’ Conti, il Consorzio di Bonifica e le due società a esso collegate: Service Srl e Bonifica Marche Engineering srl. Si sono costituiti ieri in giudizio per difendersi, rigettando ogni accusa. «Mi è dispiaciuto che gli enti chiamati in causa si siano costituiti in giudizio per difendersi dagli alluvionati – aggiunge l’avvocato Sardella – presentando eccezioni strumentali per ritardare il processo, ad ennesimo danno degli alluvionati, quando gli stessi enti avrebbero potuto costituirsi parte civile contro il loro dipendenti imputati. Nemmeno il Comune di Senigallia, che di danni ne ha avuti tanti, ha deciso di comparire come parte civile». Sono oltre 250 le parti civili ammesse nella precedente udienza.
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