Alluvione 2022, il grido del padre di Mattia:
«Basta cavilli,
voglio sapere perché mio figlio è morto»

BARBARA - Tiziano Luconi contro l'ipotesi di riportare il processo ad Ancona: «Non nascondetevi dietro la burocrazia per cercare la prescrizione, serve giustizia e non risarcimenti»

Il piccolo Mattia, insieme al papà Tiziano Luconi

di Sabrina Marinelli

Non piace al padre di Mattia Luconi la prospettiva di un ping-pong giudiziario nel processo per l’alluvione del 2022. Comporterebbe inevitabili slittamenti, proprio come già accaduto per quella del 2014. Lì il processo, dopo quasi dodici anni, è ancora in corso e con dei reati nel frattempo prescritti. Se il Gup del Tribunale de L’Aquila, dove il procedimento è arrivato dopo il trasferimento da Ancona, dovesse decidere di farlo tornare indietro, l’iter ripartirebbe di nuovo. Tutto da rifare insomma. Tiziano Luconi, che il 15 settembre 2022 ha perso il figlio di appena otto anni, si rivolge direttamente ai 22 imputati, visto che la richiesta arriva dai loro avvocati. «Se siete innocenti, e io non ho alcun motivo per dubitarne, lasciate che la giustizia faccia il suo corso il prima possibile». Non era presente martedì all’Udienza preliminare, dove è stata avanzata la richiesta di riportare il procedimento ad Ancona, ma l’avvocato l’ha chiamato per avvisarlo.

«Confido nel buon senso del Gup, augurandomi che possa rigettare tale richiesta, ma già il fatto stesso di averla avanzata mi è sembrato come un ulteriore schiaffo a chi non c’è e a chi rimane a piangere propri cari. Scusatemi la franchezza ma questi giochetti per prendere e perdere tempo, facendo passare i mesi e magari gli anni, sperando che la prescrizione metta la parola fine su tutto, a me non piacciono. Io sono abituato ad assumermi la responsabilità di quello che faccio e se vengo accusato ingiustamente di qualcosa non vedo l’ora di dimostrare che non ho colpe. Che poi se interverrà la prescrizione rimarrà sempre un alone di sospetto e io credo che tutti vogliano vivere sereni sapendo di aver contribuito alla giustizia». Vuole sapere cosa non ha funzionato e perchè ma non cerca un colpevole a tutti i costi. Guarda i fatti non le persone. «A me non interessano nomi e risarcimenti – conclude – niente e nessuno riporterà in vita il mio “gnometto” però voglio sapere perché è morto Mattia. Voglio sapere se ci sono stati degli errori e delle negligenze e se sì quali. Quindi non nascondetevi dietro la burocrazia e a tutti i cavilli che possono rimandare quella giustizia che, tutti insieme, dobbiamo cercare».

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