Depositati in Tribunale tutti i documenti, i vertici di Conerobus attendono la pronuncia del Tribunale di Ancona sulla procedura stragiudiziale avviata con l’istanza di Composizione negoziata della crisi che grazie a misure protettive e cautelari aiuterebbe il piano di risanamento dell’azienda di Tpl nella gestione dei conti in rosso e dei debiti verso istituti di credito e fornitori.
Lo scorso 5 marzo la Giunta comunale di Ancona ha definito le linee di indirizzo per il risanamento della società di trasporto pubblico Conerobus S.p.A., società a controllo pubblico.
La società si trova in una situazione di crisi economico-finanziaria e ha avviato una procedura di composizione negoziata della crisi, con l’obiettivo di attuare un piano di risanamento nel periodo 2025-2030.
Il piano di risanamento si basa su alcune azioni principali: rinegoziazione dei contratti di servizio con gli enti pubblici, riduzione delle percorrenze meno utilizzate per diminuire i costi, e adeguamento delle tariffe dei titoli di viaggio fino a un possibile aumento massimo del 10%, in linea con gli indici Istat. Inoltre si punta alla riorganizzazione del personale, attraverso pensionamenti naturali, strumenti di sostegno al reddito e ricollocazioni di dipendenti in altre società partecipate dal Comune, con l’obiettivo di ridurre i costi senza ricorrere a licenziamenti.
Un ulteriore intervento previsto è il rafforzamento patrimoniale della società tramite un aumento di capitale sociale, circa 900mila euro, che dovrà essere approvato dal Consiglio comunale e valutato anche dalla Corte dei Conti.
Con questa delibera di indirizzo pertanto il comune di Ancona ha confermato il sostegno al piano di risanamento, chiedendo alla società di migliorare la gestione economica e organizzativa per riportare Conerobus in equilibrio finanziario entro pochi anni. Il tutto è stato ribadito anche ieri nell’aula consiliare dal vice sindaco Giovanni Zinni interrogato dal consigliere comunale d’opposizione Giacomo Petrelli (Pd), critico sui contenuti dell’atto assunto dall’esecutivo. A suo giudizio, le misure previste scaricano le responsabilità della crisi soprattutto su utenti e lavoratori, senza prevedere un contributo significativo da parte del Comune.
Zinni ha difeso ancora una volta l’operato della Giunta, ribadendo che il piano di risanamento si basa su misure come la rinegoziazione dei contratti di servizio con gli enti pubblici e l’individuazione dei costi più efficienti. Durante la risposta dell’assessore ha citato anche Jesi come esempio per spiegare che i problemi del trasporto urbano non riguardano solo Ancona ma anche altri comuni serviti da Conerobus.
«E’ vero, sono stati tagliati 500mila chilometri di corse in un anno ma i servizi minimi non li abbiamo toccati di un chilometro. E non mi risulta che il servizio urbano a Jesi sia idilliaco, non mi risulta che lo sia anche in altri Comuni. Pertanto ogni perdita che è generata o per Tpl urbano di altri Comuni o di extraurbano, incide anche sul Tpl urbano ad Ancona, perché di fatto è l’azienda Conerobus che versa in condizioni di difficoltà» ha osservato Zinni. Come dire: eventuali perdite o difficoltà del servizio urbano o extraurbano negli altri Comuni possono avere ripercussioni sull’equilibrio complessivo dell’azienda.
(Redazione CA)
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