Forza Italia, capitolo chiuso per ora.
Canestrari: «nessun tradimento,
abbiamo preso direzioni diverse»

SENIGALLIA - In merito alla decisione di ricandidarsi, l'assessore allo Sviluppo economico spiega: «Credo sia giusto dare continuità al lavoro avviato. Cinque anni non sono sufficienti per portare a termine tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati»

L’assessore Alan Canestrari

di Sabrina Marinelli

Alan Canestrari, eletto tra le fila di Forza Italia, è entrato nel 2020 nella Giunta Olivetti con le deleghe allo Sviluppo economico, amministrazione digitale, politiche europee e politiche giovanili. La sua esperienza con il partito termina con il mandato. Assessore Canestrari, ha deciso di ricandidarsi ma non con Forza Italia. È stato “cacciato” o si è trattato di una scelta autonoma? «Non c’è stata alcuna cacciata, ma un rapporto onesto e maturo. Il mio percorso è iniziato in Forza Italia, ma il mio modo di fare politica e la crescita maturata con l’esperienza amministrativa mi hanno portato a fare valutazioni diverse. Sono comunque soddisfatto che si sia trovata una strada comune in vista delle prossime elezioni». Qualcuno potrebbe interpretarlo come un tradimento nei confronti del partito che le ha consentito di entrare in Giunta. Come risponde? «Non parlerei di tradimento. Durante un percorso politico si fanno delle valutazioni e si possono prendere direzioni differenti. Lo schieramento resta lo stesso, così come le idee e gli obiettivi». Il segretario cittadino Roberto Paradisi ha detto che la sua presenza nella lista di Forza Italia non era prevista, non avendone sostenuto le battaglie. In che rapporti siete? «Con Roberto Paradisi ci siamo trovati anche su posizioni divergenti, ed è innegabile. I rapporti però restano franchi e cordiali. Ognuno ha le proprie idee e su alcune questioni abbiamo avuto visioni diverse».

Il manifesto elettorale di Alan Canestrari

Nei suoi manifesti elettorali non compare alcun simbolo di partito. In quale lista correrà? Fratelli d’Italia ha confermato un dialogo in corso con lei: la vedremo con loro o nella civica del sindaco Olivetti? «Si tratta di un passaggio politico che verrà chiarito nei prossimi giorni. In questo momento siamo impegnati soprattutto a fare il punto su quanto realizzato dall’Amministrazione e a guardare ai prossimi anni. Stiamo incontrando i cittadini nelle frazioni, raccogliendo richieste, consensi, e rendicontando al sindaco il lavoro svolto, valutando dove possiamo incidere di più e dove invece avremmo potuto fare meglio». Come risponde a chi vede in questo suo distacco da Forza Italia una scelta puramente elettorale? «Viviamo in una città che, pur piccola, ha una forte partecipazione civica. I partiti e le liste civiche sono fatti prima di tutto da persone, ed è su queste che gli elettori esprimono le loro valutazioni. La presenza sul territorio, la capacità di risolvere i problemi e l’impegno concreto sono gli elementi su cui i cittadini giudicheranno il nostro operato, insieme alle proposte per il futuro». Come giudica questi oltre cinque anni da assessore? «Sono stati anni molto formativi ma anche complessi. Abbiamo affrontato situazioni difficili: prima la pandemia, poi l’alluvione e le sue conseguenze. È stata un’esperienza importante, vissuta all’interno di una squadra affiatata guidata da un sindaco esperto che ci ha sempre accompagnato nelle scelte». Che voto si dà? «Niente voti. Posso dire di essermi impegnato molto: ho ascoltato, mi sono confrontato con i cittadini e con i colleghi. In questi anni ho acquisito maggiore consapevolezza sia amministrativa che politica, capendo meglio i miei punti di forza e quelli su cui devo ancora migliorare». Se potesse tornare indietro c’è qualcosa che non rifarebbe? «Non ci sono scelte che non rifarei. Piuttosto ce ne sono alcune che porterei avanti con ancora maggiore determinazione. In questi anni sono nate anche nuove idee e progetti che meritano di essere sviluppati». Di cosa va più fiero? «Di esserci stato. Di aver affrontato i problemi insieme ai cittadini e di aver cercato di risolverli con metodo e determinazione». Perché ha deciso di ricandidarsi? «Perché credo sia giusto dare continuità al lavoro avviato. Cinque anni non sono sufficienti per portare a termine tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati. L’esperienza amministrativa è stata per me molto importante e vorrei poter continuare a mettere questo impegno al servizio della città e dei suoi cittadini».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




X