di Sabrina Marinelli
Scontro sulle dimensioni dei manifesti elettorali: Dario Romano dice no alle maxi affissioni, scelte invece da Massimo Olivetti che, pagandole di tasca proprio, rivendica il diritto di fare come gli pare.
«Niente grandi manifesti 6×3 con il mio faccione, molti mi hanno chiesto di appicciarli ovunque ma questa cosa non la faremo – annuncia Dario Romano, candidato sindaco del centrosinistra, tramite un video sulla propria pagina Facebook -. La nostra sarà una campagna sobria, concreta, basata sulle idee. Apriremo una raccolta fondi pubblica, dal basso, attraverso un sito internet, che si affianchi alla consueta campagna di finanziamento. Ogni persona potrà fare anche una micro-donazione di pochi euro per sostenere questa grande sfida. L’idea è: meglio pochi euro da tanti che tanti euro da pochi. Non vogliamo dipendere da pochi grandi elettori. Liberi di fare il bene di Senigallia». E’ in programma proprio stasera, inoltre, la cena di autofinanziamento della sua campagna elettorale come candidato sindaco della coalizione di centrosinistra.
«La polemica sollevata da Romano sui manifesti è davvero ridicola e strumentale, specie se si considera che proprio lui ha tappezzato da diverse settimane la città con i suoi cartelli elettorali ed è già partito con il secondo giro di affissioni – interviene Massimo Olivetti, candidato sindaco del centrodestra -. Pur non volendo fare i conti in tasca a nessuno, credo che abbia già speso più di me per questa competizione. Mi dispiace per lui se solo ora si è accorto che il suo formato dei manifesti è meno impattante di quello che ho scelto io. E’ un suo problema, che non mi appassiona particolarmente».
«Quanto alle risorse finanziarie per la campagna elettorale, posso subito rassicurarlo nel dirgli che finora tutte le risorse impiegate per la mia propaganda provengono dai miei guadagni professionali di avvocato, mestiere che come è noto svolgo da oltre trent’anni – ci tiene a precisare il sindaco in carica, in cerca del bis -. Non so quale lavoro faccia Romano, ma sono convinto che la politica debba essere fatta per passione e non per professione. Se anche per lui è la stessa cosa, non dovrebbe preoccuparsi di cercare da altri finanziamenti, quanto piuttosto di trovare nelle risorse del suo lavoro, i mezzi necessari per la campagna elettorale».
Romano ribatte così: «Sorprende che il sindaco, con un attacco scomposto, dica di non sapere che lavoro faccio: sono informazioni pubbliche. Forse, invece, sarebbe più utile per lui fare chiarezza sui propri riferimenti professionali. Sarebbe un atto di trasparenza apprezzato da tutti, perché l’indipendenza di chi amministra è un principio fondamentale. Il punto è molto chiaro: se la politica deve essere finanziata solo con proprie risorse, allora diventa un privilegio per pochi. Per chi può permettersela. Per chi è ricco. Io penso l’esatto contrario: la politica deve essere accessibile a tutti. Per questo rivendico una campagna sobria, trasparente e sostenuta da tante piccole e medie donazioni, che garantiscono libertà e indipendenza, senza dover rispondere a interessi particolari».
Infine un affondo sui tesserati del centrodestra che, invece, di candidarsi con i partiti di riferimento, optano per le civiche. «Nel frattempo, mentre qualcuno si agita e costruisce, dopo aver dichiarato l’esatto contrario, liste “civiche” con dentro tutta la vecchia politica – conclude Romano – noi continuiamo a occuparci della città reale, ascoltando i cittadini, le frazioni e costruendo una proposta seria per Senigallia come ha dimostrato la grande iniziativa pubblica di metà marzo».
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati