Ricostruzione post-sisma 2022:
più tempo per i contributi
su case e opere pubbliche

ANCONA - Il Commissario Castelli firma la nuova ordinanza. Stop alle scadenze rigide per i periti dei privati e proroga a fine 2026 per i progetti del Comune e luoghi di culto

Il terremoto ad Ancona

Si allentano i vincoli temporali per la ricostruzione nei territori delle Marche colpiti dal sisma del 2022.
Una nuova ordinanza firmata dal Commissario straordinario Guido Castelli ha infatti disposto la proroga e la modifica di alcune scadenze chiave, con l’obiettivo di garantire ai cittadini e alle amministrazioni di Ancona un percorso più ordinato e una progettazione di maggiore qualità.
La misura più rilevante per i residenti riguarda l’eliminazione del termine del 31 marzo 2026, precedentemente fissato per la presentazione delle richieste di valutazione preventiva e per la definizione del livello operativo degli interventi. Questa decisione permette ai privati e ai tecnici professionisti di operare senza la pressione di scadenze imminenti, favorendo un’analisi dei danni più accurata e l’impostazione di soluzioni progettuali adeguate alle reali necessità degli edifici colpiti.

Sul fronte degli interventi pubblici, che comprendono infrastrutture, edifici comunali e luoghi di culto, il termine per la presentazione dei Documenti di indirizzo alla progettazione (Dip) è stato prorogato al 31 dicembre prossimo. Si tratta di un passaggio fondamentale per Ancona, poiché permette agli enti locali di sviluppare proposte coerenti con i fabbisogni del territorio e di accedere concretamente ai finanziamenti stanziati.
L’ordinanza mette in sicurezza la capacità di spesa per il territorio: il quadro finanziario prevede infatti fino a 60 milioni di euro per il 2026 destinati alla ricostruzione pubblica e 20 milioni per quella privata.

Il terremoto ad Ancona

«Diamo più tempo ai territori per realizzare progetti solidi e cantierabili – ha dichiarato il Commissario Castelli -. La ricostruzione non può essere compressa entro scadenze rigide quando è in gioco la sicurezza delle comunità».
Il provvedimento, frutto della collaborazione istituzionale con il presidente della Regione Francesco Acquaroli, punta a trasformare le risorse disponibili in opere concrete, evitando il rischio di esclusioni o ritardi dovuti a tempistiche troppo ravvicinate.

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