
Giuseppino Conti, presidente Opi Ancona
«Non siamo sorpresi purtroppo di quanto sta emergendo circa il mancato utilizzo di sacche di plasma generosamente offerto dai donatori Avis e già in passato alcuni iscritti ci avevano segnalato criticità al sistema a seguito delle quali avevamo chiesto chiarimenti e verifiche».
A dirlo è Giuseppino Conti, presidente di Opi Ancona che ricorda come già in passato, come Ente sussidiario dello stato, ha avuto modo di segnalare criticità che si riscontravano in alcuni punti prelievo della Provincia di Ancona, conseguenti a problematiche relazionali interprofessionali.
«L’esplosione del caso – aggiunge – ha reso evidenti criticità e complessità ben maggiori, con coinvolgimenti a livelli ben più elevati. Spesso le criticità sono di tipo organizzativo e gli interventi necessari riguardano i vari livelli delle articolazioni organizzative e la governance dell’intero sistema, ed è indubbio che qualcosa è mancato o non ha funzionato adeguatamente».
Nel caso in questione i danni hanno interessato i pazienti che necessitavano di sangue e plasma e, con essi, i donatori che hanno da sempre creduto nel valore della donazione ed hanno saputo dai “media” che il loro dono è stato gettato.
«L’auspicio – prosegue – è che i donatori continuino a credere nel valore vero delle loro scelte, a prescindere da qualcosa o qualcuno che ha tradito la grande nobiltà del “donare” ma su questo non ho alcun dubbio».
Conti rimarca anche un altro punto che sta a cuore agli Infermieri che riguarda lo “stallo” della Rsa ex Umberto I.
«La nostra preoccupazione riguarda l’importante carenza di posti in strutture residenziali, tenuto conto sia dei cambiamenti demografici, epidemiologici e sociali che hanno determinato un aumento della domanda da parte della popolazione, rispetto ad una invarianza dell’offerta, con gravi difficoltà per le famiglie a gestire direttamente le criticità e le complessità degli anziani, spesso affetti da pluri-patologie, prevalentemente cronico-degenerative, sia la necessità di adeguare le strutture residenziali “storiche” presenti nel Comune di Ancona alle nuove esigenze della popolazione anziana».
I dati sono molto chiari e fotografano la situazione. «Nel Comune di Ancona – ricorda Conti – rispetto ai circa 100mila abitanti risultano n. 9.277 persone di età superiore agli 80 anni (di cui circa il 50% in situazione di vedovanza, prevalentemente di genere femminile) e n. 64 ultracentenari, con la necessità di adeguare la risposta alle attuali esigenze».
L’Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Ancona auspica che le istituzioni interessate, ognuna per quanto di propria competenza, si attivino per il superamento delle criticità e per l’attivazione della struttura residenziale ex Umberto I, al centro della città di Ancona, di cui c’è tanto bisogno.
Giallo del plasma, Gozzini: «Presentato un secondo esposto. Capire se ci vogliono screditare»
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati