L’aumento delle tariffe dei biglietti ventilato durante l’ultimo incontro tra azienda e Rsu sindacali e la ricapitalizzazione di Conerobus, come anche l’acquisto dei bus bimodali, sono stati riportati al centro del dibattito del Consiglio comunale di Ancona questa mattina grazie alle interrogazioni urgenti dei consiglieri del Pd Giacomo Petrelli e Susanna Dini, alle quali ha risposto il vice sindaco Giovanni Zinni. L’azienda che gestisce il Tp ad Ancona e provincia sta attuando il piano di risanamento per i bilanci in soffereza e Petrelli ha chiesto intanto notizie sul vertice svolto due giorni fa, sull’ipotesi di aumento delle tariffe delle corse pr l’utenza e «sull’effettivo utilizzo delle risorse del bando del trasporto rapido di massa per la ricapitalizzazione dell’azienda da parte del Comune, quindi del conferimento a Conerobus dei sei milioni di quell’investimento o una parte di essi». Poi ha citato una delibera del 2024, nella quale si sottoscriveva una sorta di pre-contratto e un affidamento ad un ditta per la gara dei bus bimodali. «Perché adesso c’è ancora una gara tra tre ditte?» ha domandato.
«Il titolo di viaggio è fermo da vent’anni, quindi è evidente che in una qualche misura non aiuta la sostenibilità economica e finanziaria dei vettori» ha fatto subito osservare Zinni. Tuttavia Zinni ha precisato che il Comune non intende aumentare direttamente le tariffe sull’urbano, ma ha chiesto alla Regione «una riflessione di sistema con tutti i vettori per valutare assieme una politica tariffaria che sia indicizzata. Noi non abbiamo mai avuto intenzione di aumentare direttamente le tariffe sull’urbano, perché non volevamo fare questo passo nei confronti dell’utenza anconetana» ha tenuto a specificare il vice sindaco.
Sull’acquisto bus bimodali da utilizzare anche sul nuovo tracciato della filovia invece Giovanni Zinni ha chiarito che il contratto precedente con la ditta appaltatrice è stato rescisso per via di una clausola che prevedeva l’uscita in caso di impossibilità a rispettare i tempi di consegna. Gli uffici comunali stanno ora valutando «se fare una nuova gara o meno sappiamo che ci sono più aziende interessate a partecipare» ha detto. Il Comune, socio di maggioranza di Conerobus, intende comunque acquistare solo i bus che hanno ottenuto il nulla osta. Zinni ha poi ammesso che il Comune sta studiando modifiche statutarie per trasformare Conerobus da società controllata a partecipata, aprendo al capitale privato tramite bando. Ha tracciato però anche una linea politica netta da perseguire perchè «Comune e Provincia devono mantenere il 51%, quindi l’azienda nelle linee politiche di questa amministrazione comunale deve restare pubblica» ha rimarcato. L’aumento del capitale – ha lasciato intendere – avverrebbe per sottoscrizione, non tramite cessione di quote pubbliche.
È ancora allo studio inoltre la possibilità di conferire i filobus come beni all’azienda, oltre all’immissione di liquidità. Zinni ha ammesso che è una ipotesi concreta («stiamo valutando se può essere utile o meno il conferimento di beni») ma che non è ancora stata presa alcuna decisione definitiva, lasciando intendere che alcune notizie circolate siano state «prese forse troppo per certezza». E in quest’ottica è stato anche avviato uno studio sulla riorganizzazione delle corse, dettaglio del piano di riequilibrio de conti, con l’anello filoviario pensato come «il perno centrale di tutte le altre corse. Stiamo mettendo in campo una sperimentazione per i festivi, con la quale inizierà a esserci la simulazione dell’anello ferroviario con un autobus normale, per iniziare a vedere un po’ tutti questi innesti».
Nelle repliche Giacomo Petrelli ha definito «vergognosa» l’idea di aumentare i biglietti mentre si tagliano 500.000 km di corse. «Questa scelta non la condividiamo affatto. Pagano già i cittadini abbastanza per i disagi dei servizi, gli facciamo pagare anche di più il biglietto e l’abbonamento? Le risorse ottenute dal bando del trasporto rapido di massa, a differenza di quanto veniva detto qualche mese fa dall’assessore, sono già presenti da tempo nelle casse comunali» ha aggiunto. Susanna Dini ha concordato e ricordato che «già nello scorso mese di novembre il vice sindaco aveva detto che non ci sarebbero stati aumenti», sottolineando che aumenti simili erano già stati applicati «alla sosta e ai servizi cimiteriali». «Questi aumenti ricadono sempre sui cittadini e a pagare sono sempre loro, soprattutto in un momento in cui c’è stato un taglio di corse dal 2023 al 2025 consistente. Qui in Comune forse non ve ne accorgete, ma c’è sofferenza e gli stessi lavoratori stanno facendo la loro parte per l’azienda e di questo li ringrazio. Quanto al filobus state utilizzando i finanziamenti ottenuti dall’amministrazione Mancinelli» ha concluso Susanna Dini.
(Redazione CA)
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