V2 Components, stipendi in ritardo:
«Continuiamo a garantire produzione
e consegne ma senza risposte dall’azienda»

FABRIANO – Sono preoccupati i lavoratori dello stabilimento di Marischio che attendono ancora la retribuzione di luglio ed è già maturata anche quella di agosto, «abbiamo bisogno di sapere quando saremo pagati con assoluta rapidità e certezza»

Lo stabilimento V2 Components a Marischio di Fabriano

Si inserisce in una visione più ampia sugli sviluppi del comparto industriale di Fabriano e dell’indotto, la preoccupazione per il futuro di Beko dopo la comunicazione dei nuovi stop produttivi dal 23 al 30 settembre e le riduzioni di orario con un ricorso massiccio alla cassa integrazione nello stabilimento di Melano. Oggi a far sentire la propria voce sono stati i circa 15 lavoratori della V2 Components di Marischio, specializzata in lavorazioni meccaniche, che hanno voluto ufficializzare «la grandissima situazione di disagio» che stanno vivendo «a causa del mancato versamento della retribuzione di luglio» fanno sapere in una nota.

Spiegano che la situazione di incertezza si è manifestata da settimane. «Già lo scorso mese si erano verificati dei ritardi importanti e nonostante le rassicurazioni ricevute, la situazione è ulteriormente peggiorata. L’ulteriore aggravante è quella di non avere risposte e, le informazioni che a volte ci arrivano non trovano riscontro nei fatti. – evidenziano i lavoratori di V2 Components -Tutte le azioni possibili sono già state messe in campo e non ci possiamo recriminare niente. Abbiamo bisogno di sapere quando saremo pagati con assoluta rapidità e certezza. Ci teniamo comunque a fare sapere che, nonostante tutto, fino ad oggi abbiamo continuato a garantire la produzione e le consegne, per mettere in sicurezza l’impresa che invece non ci dà risposte. Non siamo più disposti a tollerare questa insostenibile situazione e chiudiamo all’azienda risposte certe».

Della situazione sono già stati informati i rappresentanti sindacali.

Prosegue invece lo stato di agitazione alla Beko dove Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato una giornata di sciopero con presidio per l’8 settembre prossimo per protestare contro i ritardi negli investimenti e l’uso degli ammortizzatori sociali. Il 1 ottobre è convocato un tavolo tecnico al Mimit.

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