Duplice omicidio di Cingoli:
definitivo l’ergastolo per Lombardi

SENTENZA DELLA CASSAZIONE: carcere a vita per il bodyguard accusato di aver ucciso due persone per rapinare un ingente quantitativo di droga. Da rifare il processo per il delitto di Sauro Valentini, giudizio d'appello annullato con rinvio a Perugia

Alex Lombardi esce accompagnato dai carabinieri dalla caserma nel giorno dell’arresto

di Gianluca Ginella

Duplice omicidio di Cingoli: confermato in Cassazione l’ergastolo per Alex Lombardi. Per il 44enne di Polverigi, i giudici hanno respinto le istanze della difesa. L’udienza si è svolta ieri, oggi si è appreso l’esito. A Lombardi veniva contestato anche un terzo delitto, quello di Sauro Valentini, avvenuto a Filottrano: in questo caso la Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado con rinvio alla Corte d’appello di Perugia (l’udienza si era svolta il 24 maggio): processo da rifare. I tre delitti erano legati dalla stessa arma. Il legale del bodyguard, l’avvocato Fabrizio Belfiore: «Resto perplesso che sentenze che poggiano su stessi elementi ed emesse dalla stessa sezione della Cassazione possano aver condotto a due decisioni così diverse».

Fabrizio Belfiore, avvocato di Alex Lombardi

Era la notte del 25 maggio 2011 quando due marocchini, Youness Inani e Hassan Abbouli, entrambi di 30 anni, vennero uccisi a colpi di pistola e i loro corpi sistemati all’interno di un’auto che poi venne data alle fiamme nelle campagne di Cingoli, in località San Faustino. Due uccisioni per rubare un ingente quantitativo di droga. Le indagini dei carabinieri si erano incentrate su di un bodyguard di Polverigi. A tradirlo era stato andare a vendere, all’indomani dei delitti, una pistola Walther calibro 9 ad una armeria per poi tentare di ricomprarla poco tempo dopo. Quella pistola era risultata essere quella che sparò la notte del 25 maggio 2011 a Cingoli. Ma le indagini su Lombardi non si chiusero subito. Per qualche anno rimase l’incertezza su chi avesse ucciso i due trentenni. Poi il 3 febbraio del 2016 la svolta con l’arresto di Lombardi come autore del duplice omicidio. Sotto accusa erano finite altre due persone, una di queste prosciolta, la seconda, Marco Pesaresi, venne assolta dall’omicidio ma condannata per aver comprato due chili di hashish dai marocchini uccisi.

L’avvocato Alessandro Brandoni

Per Pesaresi, 38enne di Filottrano in appello la pena era stata ridotta ad un anno (in primo grado erano 5 anni e 4 mesi) e il suo legale, l’avvocato Francesco Voltattorni, ha fatto ricorso in Cassazione perché il 38enne era già stato condannato per quei reati. Al momento il legale attende di conoscere l’esito della sentenza. Il tribunale di Macerata comunque aveva condannato il solo Lombardi per l’omicidio. La sentenza era stata emessa il 15 marzo 2017 dalla Corte d’assise del tribunale di Macerata. L’appello si era svolto il 18 aprile 2018 ad Ancona: sentenza confermata. Il bodyguard ha sempre negato di essere stato lui a uccidere i due trentenni marocchini. Il suo legale, l’avvocato Fabrizio Belfiore, aveva fatto ricorso in Cassazione. Riteneva che vi fossero solo elementi indiziari e non prove piene della colpevolezza del bodyguard, che le analisi delle celle telefoniche non fossero risolutive, che fosse stato trovato il bossolo della pistola e non l’ogiva. I giudici di terzo grado però hanno confermato l’ergastolo per il bodyguard. Alla parte civile (si erano costituiti i famigliari di una delle vittime, El Habboui, assistito dall’avvocato Alessandro Brandoni) era già stato disposto un risarcimento di 250mila euro.

La stessa arma che sparò a Cingoli, aveva fatto fuoco qualche giorno prima (il 19 maggio del 2011) a Filottrano quando il titolare del bar dell’Imbrecciata, Sauro Valentini, venne gambizzato da un rapinatore. Valentini era poi morto a distanza di alcuni mesi. Per l’accusa a causa delle ferite di pistola. Per l’omicidio di Sauro Valentini, barista di Filottrano, Lombardi era stato condannato a 28 anni al tribunale di Ancona, con conferma anche della Corte d’appello. La Cassazione il 24 maggio ha annullato con rinvio alla Corte d’appello di Perugia. Processo dunque da rifare per Valentini. «Non capisco come due sentenze su fatti che si compenetrano così – dice l’avvocao Belfiore -, pur se al momento sono all’oscuro dell’indirizzo inviato alla Corte d’appello di Perugia, resto perplesso e stupito che sentenze che poggiano su stessi elementi ed emessi dalla stessa sezione della Cassazione possano aver condotto a due decisioni così diverse. Gli elementi nel caso dell’omicidio di Cingoli erano anche meno importanti rispetto a quello di Filottrano dove c’era la certezza matematica che la pistola che usata fosse quella di Lombardi. Ma su Cingoli questa certezza non c’è». Lombardi attualmente si trova in cella nel carcere di Rebibbia.

 

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