La madre, preoccupata, aveva telefonato alla Polizia preoccupata perché il figlio che era uscito per incontrare una persona con la quale aveva avuto un litigio la sera precedente. Dopo quella segnalazione gli operatori della Questura ieri sera sono intervenuti nei pressi dell’area portuale di Ancona. Giunti sul posto notavano un uomo che, alla vista della vettura d’ordinanza, tentava di nascondersi. Insospettiti da quell’atteggiamento procedevano a controllarlo e ad identificarlo per un soggetto di origine tunisina di circa 32 anni, che presentava anche con una vistosa ferita alla mano che cercava di coprire con uno strofinaccio, della quale non sapeva fornire una spiegazione.
Dal controllo del soggetto gli operatori rinvenivano una carta d’identità ed un cellulare di proprietà proprio del ragazzo che avrebbe dovuto incontrare. Il trentenne si giustificava dicendo che, in occasione della lite, all’altro uomo erano caduti gli oggetti in questione, che egli aveva raccolto. Inoltre, veniva trovato in possesso di un taglierino con una lama da 7 centimetri.
Portato presso gli uffici di via Gervasoni il giovane è stato deferito per porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere (art. 4 L. 110/75). Nel frattempo i poliziotti si recavano presso l’abitazione del soggetto proprietario del cellulare e della carta di identità senza però trovarlo. Prendevano anche contatti con il padre del ragazzo, il quale però non era a conoscenza della vicenda. In quel momento il giovane rincasava in casa in evidente stato psicofisico alterato, dovuto all’assunzione di sostanze alcoliche. Non riuscendo a fornire una spiegazione i poliziotti gli restituivano i suoi effetti personali, invitandolo presso gli uffici di via Gervasoni per la formalizzazione del tutto.
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