Cani “inutili” ai cacciatori uccisi dietro compenso, privati del microchip per nasconderne l’identità e gettati nei sacchi dell’immondizia. E’ l’orrore che starebbe emergendo dall’indagine che vedrebbe coinvolto un 53enne di Loreto, accusato di aver gestito un vero e proprio “cimitero abusivo” a Porto Recanati.
Una vicenda di una crudeltà sistematica che ha scosso nel profondo la comunità. Sull’accaduto è intervenuto ufficialmente il sindaco del Comune di Loreto, Moreno Pieroni, esprimendo con un post la propria ferma condanna.
«Gli sviluppi dell’indagine relativa al ritrovamento di decine di carcasse di cani nel nostro territorio – scrive il primo cittadino – ci restituiscono un fatto di una gravità sconvolgente e inaccettabile. Come Sindaco, a nome dell’intera comunità, esprimo profonda indignazione e dolore per quest’azione che offende non solo il rispetto dovuto agli animali, ma anche i valori civili e morali che da sempre contraddistinguono la nostra città. Prendiamo con assoluta fermezza le distanze da quanto accaduto. Si tratta di episodi che nulla hanno a che vedere con il senso di responsabilità e di convivenza che appartiene ai nostri cittadini. Confidiamo pienamente nel lavoro delle autorità competenti e delle forze dell’ordine, affinché venga fatta al più presto piena luce su questa vicenda e i responsabili rispondano delle proprie azioni davanti alla giustizia. L’Amministrazione comunale continuerà a collaborare con gli enti preposti e a sostenere ogni iniziativa volta alla tutela degli animali e alla prevenzione di simili atti. Di fronte a fatti così gravi, la nostra comunità deve restare unita, ribadendo con forza che il rispetto della vita, in ogni sua forma, non è negoziabile».
Si rivolgevano a lui se i cani non servivano più: indagato per uccisione di animali
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