Varato il ponte strategico
sul fosso del Lupo
tra Jesi e Castelbellino

TERRITORI uniti con il posizionamento della infrastruttura di 22 metri per 15 tonnellate. Nel tratto della Ciclovia dell’Esino collegherà aree naturalistiche di pregio, come l'Oasi di Ripa Bianca, al nuovo polo logistico Amazon, servendo lavoratori, cittadini e turisti.    

Il Ponte sul Fosso del Lupo

«La Valle dell’Esino rappresenta oggi il modello di intermodalità che vogliamo per tutte le Marche: un territorio dove ferrovia, rete stradale e ciclovia convivono per proiettarci nel futuro della mobilità. Con il posizionamento di questo nuovo ponte in acciaio — un’opera di 22 metri per 15 tonnellate — uniamo fisicamente i territori e procediamo spediti verso il completamento del primo lotto di 18 chilometri. Non si tratta solo di un’infrastruttura per il tempo libero, ma di un asset strategico per lo sviluppo economico: la ciclovia collegherà aree naturalistiche di pregio, come l’Oasi di Ripa Bianca, al nuovo polo logistico Amazon, servendo lavoratori, cittadini e turisti. Per questa infrastruttura abbiamo già investito 7,1 milioni di euro oltre a 1,8 milioni di euro per la messa in sicurezza della parete rocciosa della Gola della Rossa a Serra San Quirico sulla vecchia SS76 dove proseguirà il tracciato con il terzo stralcio. Dobbiamo ricordare che il cicloturista spende mediamente il doppio rispetto a un turista tradizionale: investire in ciclovie significa dunque investire direttamente sulla ricchezza e sullo sviluppo del nostro territorio». Sono le parole dell’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Lavori Pubblici Francesco Baldelli presente questa mattina al varo del nuovo ponte ciclopedonale sul Fosso del Lupo, in Contrada Pantiere, nel tratto compreso tra Jesi e Castelbellino, punto strategico della Ciclovia dell’Esino. Presenti anche Valeria Melappioni, assessore del Comune di Jesi alla Mobilità sostenibile, Lavori pubblici e Urbanistica, Andrea Cesaroni, sindaco di Castelbellino e l’architetto Nardo Goffi, direttore del Dipartimento Infrastrutture della Regione Marche.

In primo piano l’assessore regionale Francesco Baldelli

Il ponte, in acciaio rappresenta l’elemento di collegamento tra i primi due stralci del tracciato, ha una luce di 22 metri e una larghezza di 2,70 metri, ed è stato è stato realizzato in modo tale da garantire l’integrazione paesaggistica. La Ciclovia dell’Esino si svilupperà complessivamente per 79 chilometri, tra Jesi, Serra San Quirico, Genga e Sassoferrato, attraversando 12 comuni. I lavori sono stati finanziati dalla Regione Marche, grazie all’azione dell’assessorato alle Infrastrutture, con 7,1 milioni di euro di risorse a cui si aggiungono 1,8 milioni per gli interventi di difesa del suolo. Il progetto è articolato in tre stralci funzionali.

«Il completamento della ciclovia è un’occasione strategica per Jesi: ci permette di promuovere il territorio in chiave sostenibile e di offrire un’alternativa concreta di mobilità a chi lo abita. Una volta ultimate le infrastrutture, la vera sfida sarà la gestione: dovremo lavorare insieme agli altri comuni per la promozione e la manutenzione, mettendo a sistema quest’opera per trasformarla in una reale opportunità di sviluppo» ha sottolineato l’assessore Melappioni.

Sulla stessa linea il sindaco Cesaroni: «Per Castelbellino rappresenta un’opportunità unica per intercettare un turismo “motivato” e di qualità: per questo abbiamo l’intenzione di creare un parco attrezzato che fungerà da hub di servizi, offrendo anche lo scambio di e-bike per permettere a chiunque di affrontare i percorsi collinari e valorizzare al meglio il nostro paesaggio». Nardo Goffi ha evidenziato come la ciclovia consentirà di attraversare luoghi di particolare fascino paesaggistico, permettendo a cittadini e visitatori di riscoprire ambienti e scorci normalmente non visibili dalle principali arterie stradali.

 

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