Giorno della Memoria,
la città rinnova l’impegno:
«Vigilare contro ogni forma di odio»

ANCONA - Grande partecipazione delle scuole al percorso dedicato ai deportati anconetani. Il presidente del Consiglio Pizzi: «Non è un esercizio nostalgico, ma un dovere morale per il futuro»

Cerimonia questa mattina per la Giornata della Memoria a partire dalle 8:30 ad Ancona, con le commemorazioni organizzate da Anpi di Ancona Sezione “Gino Tommasi” in collaborazione con Aned, Associazione nazionale ex deportati, Aminl, Arcidiocesi Ancona-Osimo, Comunità Ebraica, con il patrocinio del Comune di Ancona, Prefettura e Università Politecnica delle Marche, con la presenza del sindaco Daniele Silvetti e la partecipazione degli studenti degli Istituti comprensivi e delle scuole secondarie di 2° grado: Liceo Galilei, Podesti Calzecchi-Onesti, Scuola primaria Da Vinci, scuola secondaria primo grado Donatello, Liceo Rinaldini, scuola secondaria primo grado Leopardi, IIS Volterra Elia con un percorso dedicato alle Pietre d’Inciampo.
La commemorazione ha preso avvio con i saluti istituzionali in Via Fornaci Comunali 9, alla pietra d’inciampo dedicata a Vittoria Nenni, figlia di Vittorio Nenni leader politico del Partito Socialista, nata proprio agli Archi, deportata ad Auschwitz nel giugno del 1942 e morta un anno più tardi.

Qui il sindaco Silvetti, presenti anche il vice sindaco Giovanni Zinni e l’assessore alle Politiche Educative, Antonella Andreoli, ha affermato: «Guai a ritenere questo momento solo un passaggio istituzionale. Dobbiamo porre attenzione ancora di più perché l’antisemitismo riemerge con violenza nelle azioni e nelle parole. Credo davvero che ogni anno questa giornata rivesta un nuovo significato per tutti noi. Oggi ha ripreso vigore la preoccupazione che si possano negare questi fatti e il compito delle istituzioni è quello di celebrare questo appuntamento ogni volta con maggiore consapevolezza».
Tamara Ferretti, presidente Anpi Sezione di Ancona “Gino Tommasi” ha ricordato come «La memoria deve essere una memoria attiva e deve tenere conto dell’insegnamento che dovremmo trarre dalle tragedie della guerra, dalle sofferenze, e soprattutto da vicende come quella della deportazione. Oggi per i nostri giovani la lezione fondamentale è quella di vivere in termini di solidarietà, civile convivenza, di rispetto e non attraverso forme di sopraffazione e suprematismo come invece vediamo purtroppo accadere in tante realtà».

Il percorso è poi proseguito alle ore 9:30 -10:45 Via Astagno 18 (Dante Coen), Via Astagno 10 (Romilde Coen, Umberto Coen, Eugenia Carcassoni, Guido Lowenthal), Corso Garibaldi 19 (Piero Sonnino), Corso Garibaldi 28 (Enrica Coen, Mosè Coen). Ore 11:00 – 12:15 P.zza del Plebiscito, 40/41 (Dante Sturbini), Via Goito, 2 (Nella Montefiori), Via Volturno, 2 (Bruno Cagli), Piazza Cavour, 10 (Andrea Lorenzetti). Ore 12:45 – 13:15 Via Esino, 90 (Alberto Morbidelli).
Hanno partecipato ai vari appuntamenti il Prefetto di Ancona, Maurizio Valiante, Marco Ascoli Marchetti della Comunità Ebraica, Ruggero Cinti e Antonella Bonanni dell’Anpi, Silvana Giaccaglia Anmig. Gli studenti dei vari istituti ad ogni tappa hanno presentato le loro riflessioni sulla giornata della memoria.
Oggi, 27 gennaio, sarà possibile visitare anche la Sinagoga di Ancona con visite guidate ad ingresso libero a partire dalle ore 10.00 fino alle 12.30 e dalle ore 15.00 fino alle ore 17:30.

«Per una singolare coincidenza, il consiglio comunale si svolge nel Giorno della Memoria – ha detto il presidente del consiglio comunale, Simone Pizzi -. Non celebriamo soltanto un ricordo, ma rinnoviamo una responsabilità. La memoria non è un esercizio nostalgico del passato: è una vigilanza morale sul presente e sul futuro. Questa giornata ci richiama a un dovere che trascende il passato e interroga profondamente il presente. La memoria non è un mero archivio di date e nomi, ma una coscienza viva che ci interpella, imponendoci di riconoscere le responsabilità e di vigilare contro ogni forma di intolleranza e di razzismo. L’indifferenza, ammonisce Primo Levi, è il primo passo verso la disumanizzazione: “È avvenuto, quindi può accadere di nuovo”. Come istituzioni della Repubblica – ha proseguito -, siamo chiamati a custodire e trasmettere questo patrimonio morale, affinché il rispetto della persona, la tutela della vita e la convivenza civile restino principi imprescindibili. La filosofa Hannah Arendt ci ricorda che la banalità del male nasce dalla mancata riflessione: non basta agire secondo le regole, occorre interrogarsi sempre sull’umanità delle proprie scelte. Nel silenzio del ricordo e nella responsabilità dell’azione, rinnoviamo oggi una promessa condivisa: che la memoria continui a vivere nelle nostre scelte, perché simili tragedie non possano e non debbano mai più ripetersi. Custodire la memoria significa educare al rispetto, alla solidarietà e al coraggio civico, – ha concluso – affinché la storia non sia soltanto un ricordo, ma una guida morale per il presente».

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