Non ha l’auto e nemmeno la patente
ma il passo carrabile lo deve pagare

SENIGALLIA - Un 70enne si è visto annullare una sanzione dal Giudice di Pace ma il Tribunale civile di Ancona ha ribaltato la sentenza

L’ufficio del Giudice di Pace di Senigallia

di Sabrina Marinelli 

Un 70enne senigalliese da tempo si è trasferito a Rovigo. Ha una casa in via Mondolfo a Senigallia. Ogni tanto torna. Non ha la macchina e nemmeno la patente. Nel 2022 si è visto notificare una sanzione da 56,18 euro per il passo carrabile abusivo. Lui in realtà non l’aveva mai richiesto. Non gli serviva proprio perchè, come detto, non ha nemmeno l’automobile. L’accertamento è di una società concessionaria del Comune di Senigallia, incaricata di riscuotere crediti non versati per la Cosap, il canone di occupazione del suolo pubblico, scovando anche eventuali furbetti. La cifra non è eccessiva ma per il cittadino è una questione di principio. Lui il passo carrabile non l’ha mai richiesto. Non c’è nemmeno il cartello davanti al cancello. Pagare, inoltre. significherebbe ammettere l’irregolarità e versare il corrispettivo per gli anni a venire, per un accesso carrabile che a lui non serve. La macchina nemmeno ce l’ha. Il 16 febbraio 2023 decide quindi di impugnare l’avviso di accertamento esecutivo rivolgendosi al Giudice di Pace che gli dà ragione. Annulla il provvedimento per le ragioni spiegate dal cittadino. Il concessionario, però, insiste. Davanti al cancello c’è una avvallamento della strada pubblica per favorire l’accesso e l’uscita, quindi, il passo carrabile va pagato. Il Tribunale civile di Ancona giovedì ha ribaltato la sentenza la sentenza del Giudice di Pace, ritenendo che tutte le motivazioni assunte dal cittadino siano prive di rilevanza. I mancato utilizzo dell’area, vivendo a Rovigo e non a Senigallia, e il fatto che i lavori di abbassamento del marciapiede, nel tratto adiacente il passo carrabile, siano stati eseguiti senza alcuna esplicita richiesta, non contano. La modifica del piano stradale, per l’accesso dei veicoli alla proprietà privata, rappresenta per il giudice un passo carrabile, assoggettato quindi al pagamento della Cosap. Con la riforma delle sentenza è stato ritenuto valido l’accertamento con relativa sanzione. Le spese di lite, sostenute dalla società concessionaria per entrambi i gradi di giudizio, stimati in poco più di 700 euro, le dovrà pagare il cittadino. 

 

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