Malattie rare, Ancona protagonista
nella rete della medicina di precisione

SALUTE - Presentata la campagna Providentia: coinvolte undici regioni con iniziative su diagnosi avanzate e screening innovativi. Ruolo strategico del polo scientifico marchigiano nello sviluppo di protocolli e tecnologie predittive

La conferenza di presentazione

Dalle Marche alla rete nazionale della medicina di precisione: ricerca e prevenzione entrano nel vivo. La campagna “Providentia” della Fondazione Heal Italia parte da Palermo e coinvolge undici regioni, con un ruolo centrale affidato anche ad Ancona e al suo centro dedicato alle malattie rare.

Presentata al Complesso dello Steri, l’iniziativa punta a diffondere una nuova cultura della prevenzione, basata su diagnosi sempre più mirate e tecnologie avanzate. Le Marche si ritagliano uno spazio di primo piano, grazie al contributo scientifico dell’Università Politecnica delle Marche e alla presenza di un’infrastruttura già operativa sul territorio. Alla tavola rotonda sono intervenuti, tra gli altri, Enrico Quagliarini, Gianluca Moroncini e Paolo Calcinaro, sottolineando il valore di una rete che mette insieme istituzioni, ricerca e sanità.

Il cuore del progetto è il Centro di Medicina di Precisione attivo ad Ancona, nato per sviluppare approcci innovativi nella medicina interna e nelle malattie rare. «Il nostro Ateneo è orgoglioso di contribuire a questo percorso», ha evidenziato Quagliarini, rimarcando il lavoro condiviso con l’azienda ospedaliero-universitaria e le realtà del territorio. Sulla stessa linea Moroncini, che parla di uno dei primi nodi della rete nazionale: «Il centro introdurrà nuovi protocolli di prevenzione di precisione nelle strutture del servizio sanitario».

Non solo teoria: tra gli strumenti già disponibili ci sono test genetici e modelli predittivi basati anche sull’intelligenza artificiale, capaci di individuare in anticipo rischi legati a patologie complesse. Un cambio di paradigma che punta a intercettare le malattie prima che si manifestino, rafforzando la collaborazione tra medici, ricercatori e territorio. La campagna “Providentia” diventa così il veicolo per portare queste innovazioni fuori dai laboratori e dentro la vita delle persone.

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