Esclusi dalla nuova legge,
i sindaci dei comuni montani
protestano a Roma

ARCEVIA - La prima cittadina Marisa Abbondanzieri: «Chiediamo almeno il ripristino della situazione disciplinata dalla vecchia normativa, che teneva in considerazione criteri più adatti. Rivendichiamo il diritto di restare e un cambio di politiche realmente dedicate ai territori più fragili»

La protesta di oggi a Roma dei comuni montani

I sindaci dei comuni montani e parzialmente montani, esclusi dalla nuova legge sulla  montagna, approvata  ad ottobre 2025, si sono recati oggi a Roma.

Hanno partecipato alla manifestazione nazionale, indetta dal coordinamento  nato nelle Marche su iniziativa dei 29 Comuni esclusi. Hanno protestato davanti a Montecitorio.

«Chiediamo almeno il ripristino della situazione disciplinata dalla vecchia normativa, che teneva in considerazione criteri più adatti per i nostri territori – interviene Marisa Abbondanzieri, sindaca di Arcevia, presente alla manifestazione -. Sono in ballo questioni fiscali legate ai terreni, all’Imu dei terreni agricoli, i costi degli atti notarili nelle compravendite,  il gasolio da riscaldamento, il numero degli alunni per classe, il bonus nati e altri vantaggi che dovrebbero sostenere, seppure con grande fatica, le aree interne».

I primi cittadini di Arcevia, Cupramontana, Montefelcino e Staffolo

La sindaca in prima linea insieme ai tanti colleghi marchigiani e non solo. «Quella legge discrimina l’Appennino a vantaggio delle Alpi – dice -, è comunque priva di una reale disponibilità economica per affrontare i problemi delle aree periferiche italiane. Nella Provincia di Ancona questo tema riguarda Staffolo, Cupramontana,  Mergo, Rosora ed Arcevia».

Preoccupata per gli effetti della nuova classificazione, che esclude Arcevia e molti altri,  ha deciso di andare a Roma.
«Le aree interne meritano una vera attenzione, è già troppo tardi per invertire le tendenze demografiche e dell’abbandono – insiste Marisa Abbondanzieri -. Servono risorse per l’intera viabilità. Rivendichiamo il diritto di restare e un cambio di politiche realmente dedicate ai territori più fragili, ai comuni montani e parzialmente montani».

sa.mar.

I sindaci italiani che hanno preso parte all’iniziativa

 

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