Meno infrazioni su spiagge e nel diporto,
ma ripartono i controlli sul litorale:
riparte “Mari e laghi sicuri”

ANCONA - Presentato il bilancio dell'attività balneare precedente con quasi 4mila verifiche e 37 persone messe in salvo. Al via la nuova operazione della direzione marittima contro la promiscuità in mare

La presentazione dei dati

di Gino Bove

Garantire la sicurezza lungo il litorale marchigiano, promuovere la cultura del rispetto e vigilare sulla delicata convivenza tra bagnanti e diportisti sono i pilastri della campagna “Mari e laghi sicuri 2026” della Guardia Costiera. L’operazione estiva della Direzione Marittima delle Marche, attiva quotidianamente nel tratto costiero tra Civitanova Marche e Senigallia, mette in campo un imponente dispositivo di uomini e mezzi per vigilare sui mesi più caldi della stagione balneare. L’obiettivo principale è la prevenzione, focalizzata sul coordinamento continuo tra le pattuglie a terra e i pattugliatori in mare per controllare spiagge libere, stabilimenti e il rispetto dei corridoi di lancio.

A fare da solido perno all’avvio della nuova stagione sono i dati ufficiali del bilancio consuntivo precedente, illustrati nel corso della conferenza di presentazione. Il resoconto sintetico dell’attività evidenzia un monitoraggio capillare nel Compartimento Marittimo di Ancona con ben 3.768 controlli totali effettuati. Di questi, 1.439 hanno riguardato il settore demaniale, 195 la pesca, 1.730 la tutela ambientale e 404 il diporto. Il quadro delle sanzioni amministrative elevate ammonta a 79 verbali, a fronte di zero notizie di reato. Sul fronte dell’emergenza, i soccorsi hanno coinvolto 12 unità navali e permesso di trarre in salvo 35 persone. I dati storici testimoniano la virtuosità del litorale: le irregolarità riscontrate si attestano ormai tra il 5% e il 10% della totalità delle verifiche, segno di una maturità sempre più consolidata da parte degli utenti.

Vincenzo Vitale

A tracciare le linee guida della storica campagna, che si ripete da un quarantennio adattandosi ai mutamenti sociali, è l’ammiraglio Vincenzo Vitale, Direttore Marittimo delle Marche. Sotto il profilo operativo, la Direzione Marittima coordina un’area vasta che conta 230 militari negli uffici. Di questi, trenta persone e cinque mezzi navali saranno concentrati giornalmente sul campo, con i presidi che saliranno fino a cento unità nei fine settimana più caldi. L’attività non si limita alla costa: la memoria dei soccorsi più complessi portati a termine al largo evidenzia la necessità di mantenere sempre alta la guardia, specialmente quando le imbarcazioni affrontano traversate impegnative in condizioni meteomarine non ottimali.

Proprio lo scorso anno, la Guardia Costiera ha gestito un delicato intervento d’altura a circa venti miglia dalla costa, in un tratto di mare compreso tra Ancona e Numana. Un’imbarcazione da diporto con sei persone a bordo, di ritorno dalla Croazia, è rimasta in avaria totale nel bel mezzo di una severa mareggiata. Tra gli occupanti si contavano anche tre bambini e un anziano con gravi difficoltà motorie. I militari hanno provveduto all’immediato trasbordo e alla messa in sicurezza dei passeggeri sulla motovedetta. Questo genere di interventi si somma ad altri episodi critici, come il naufragio di un’altra unità da diporto i cui occupanti erano finiti in acqua a qualche miglio dalla costa tra Porto Recanati e Numana, rendendo indispensabile il tempestivo recupero dei naufraghi.

Il comparto marittimo di competenza

Accanto a queste complesse operazioni al largo, la massima allerta viene riservata a terra per le aree interdette a causa del pericolo di crolli della falesia. Le ordinanze vietano tassativamente la navigazione e lo stazionamento nello specchio acqueo fino a 100 metri dalle pareti rocciose del Monte Conero. Le restrizioni sono state recentemente potenziate e recepite dalle amministrazioni comunali, in particolare a Portonovo e Sirolo: «La difesa passiva c’è ed è stata rinvigorita dal rifiorimento della cartellonistica che, per responsabilità – ha spiegato Vitale – compete ai comuni interessati. Chi non la rispetta è perché non guarda le prescrizioni oppure effettivamente insiste su zone dove non si può stare. Assistiamo tutti gli anni a qualche caduta di polvere o di pietre, ma purtroppo, soprattutto nella zona di Mezzavalle, la gente continua a scendere anche nei punti vietati. Sotto il profilo amministrativo e istituzionale le amministrazioni e i comuni hanno fatto tutto ciò che dovevano fare». Un prezioso strumento di prevenzione è rappresentato infine dai ben 285 “Bollini Blu” rilasciati nel corso della scorsa estate. Questo schema di certificazione permette ai diportisti, a seguito di un controllo preventivo superato con successo sulle dotazioni di sicurezza e sulla regolarità dei documenti, di evitare la ripetizione delle medesime verifiche di routine in mare da parte delle diverse forze di polizia, ottimizzando l’azione di vigilanza e concentrando i pattugliamenti sui comportamenti effettivamente pericolosi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page

X