Lutto a Fabriano per Giovanni Picchio
stroncato da un malore al bar

FABRIANO - Il sindaco Daniela Ghergo: «con la sua dedizione, la sua passione e il suo costante impegno educativo, ha accompagnato la crescita di tanti giovani della nostra città, insegnando loro l'integrazione e il rispetto reciproco»

Giovanni Picchio

La città di Fabriano in lutto per l’improvvisa scomparsa di Giovanni Picchio. Il 47enne ha avuto un malore nel primo pomeriggio di ieri mentre si trovava in un bar sulla spiaggia di Senigallia in compagnia di familiari e amici.
«A nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità di Fabriano, esprimo il più profondo e sentito cordoglio per l’improvvisa e prematura scomparsa di Giovanni Picchio – le parole del sindaco di Fabriano Daniela Ghergo -. Giovanni è stato un punto di riferimento per la Scuola Calcio Fortitudo, settore giovanile della A.S.D. Fabriano Cerreto. Con la sua dedizione, la sua passione e il suo costante impegno educativo, ha accompagnato la crescita di tanti giovani della nostra città, insegnando loro non soltanto i valori del gioco di squadra e della lealtà sportiva, ma anche quelli dell’integrazione e del rispetto reciproco.
La sua assenza lascia un grande vuoto nel mondo dello sport fabrianese e in quanti lo hanno conosciuto, condividendone l’impegno e la passione sportiva.
Ci stringiamo con profondo affetto e vicinanza alla famiglia Picchio, ai suoi cari, alla dirigenza, allo staff e ai ragazzi della Scuola Calcio Fortitudo – A.S.D. Fabriano Cerreto in questo momento di grande dolore».
Giovanni Picchio, sposato e padre di un ragazzo di 16 anni, lavorava alla vetreria Faber e nel tempo libero era anche un dirigente sportivo.
 «L’A.S.D. Fabriano Cerreto si stringe con un abbraccio forte e sincero attorno alla famiglia del nostro atleta Leonardo e sua mamma Marzia per la dolorosa e improvvisa scomparsa del caro Giovanni – il ricordo del club -. Dirigente impeccabile, ma soprattutto una persona straordinaria: un ragazzo umile, generoso, sempre presente e con il sorriso a disposizione di tutti. Il suo contributo e la sua bontà lasciano un vuoto incolmabile nel cuore della nostra società e di chiunque abbia avuto il privilegio di conoscerlo. Fai buon viaggio, Giovanni. Ci mancherai tantissimo».

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